Volkswagen, Della Valle a Sky TG24: nessuna ripercussione su economia italiana

1' di lettura

Lo scandalo sulle "emissioni" è "un fatto che va analizzato sotto l'aspetto etico e industriale" dice il patron di Tod's. Sulla polemica dopo il caos Colosseo chiede che "le scaramucce non tocchino i simboli italiani”. E ammette: ultimamente non ho votato alle elezioni. L'INTERVISTA INTEGRALE

L’economia europea, il made in Italy nel contesto globale e le recenti polemiche legate al Colosseo. Sono stati questi i temi affrontati da Diego Della Valle nel corso de L’intervista di Maria Latella (GUARDA L'INTERVISTA INTEGRALE).

"Le scaramucce non tocchino i simboli italiani" - Per l’imprenditore marchigiano, presidente e amministratore delegato del gruppo Tod's, il ministero dei Beni Culturali e quello dello Sviluppo economico dovrebbero agire in sinergia per fare in modo che "l’Italia diventi il Paese numero uno nell’accoglienza turistica". Anzi, aggiunge Della Valle, i due ministeri dovrebbero venire equiparati, ci si dovrebbe sedere ad un tavolo per stabilire come e quando agire per riportare allo splendore e dare il giusto valore al nostro patrimonio artistico. "Le scaramucce - avverte - non tocchino i simboli italian".


VW: nessuna ripercussione su economia italiana - L'intervista è stata anche l'occasione per riflettere sul caso Volkswagen. Diversamente da quanto affermato dal ministro Padoan, secondo Della Valle lo scandalo delle emissioni non avrà alcuna ripercussione sull'economia italiana. "Sono cose che non aiutano, perché l'economia internazionale, che condiziona l'economia italiana, è continuamente sotto stress", osserva l'imprenditore. Secondo il patron della Tod's il cado Volkswagen "è un fatto che va analizzato sotto l'aspetto etico e industriale. Bisogna fare le cose rispettando le leggi". Bisogna scoprire "chi ha fatto e chi sapeva".

Expo: merito dell'Italia che funziona - Un plauso all’Italia e agli italiani, secondo l’imprenditore, va fatto per il successo di Expo. Gli ottimi risultati dell’Esposizione universale, ospitata a Milano fino alla fine di ottobre, sono “merito dell’Italia che funziona”. Un’Italia che ha voglia di ripresa economica, ma che ancora non vede e non sente alcuna ripresa. Un’Italia che ha bisogno di “riforme vere e non di annunci”. Nel nostro Paese, afferma, “il dibattito politico non avvicina i cittadini” e ammette di non aver votato alle ultime elezioni.

Noi che non votiamo siamo il primo partito - Chi vuole governare il paese si dovrebbe concentrare su tutti coloro che non votano perché "potrebbero essere il partito della maggioranza". "Siamo il primo partito" d'Italia afferma il patron della Tod's.

Data ultima modifica 27 settembre 2015 ore 11:50

Leggi tutto