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All'amministratore delegato dimessosi martedì in seguito allo scandalo sui test truccati spetterà una pensione da 28,6 milioni di euro, alla quale potrebbero aggiungersi due annualità da 16,6 milioni ciascuna

L'amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn, che martedì 23 settembre, ha annunciato le sue dimissioni, sulla scia dello scandalo delle emissioni truccate negli Usa, ha diritto a 28,6 milioni di euro di pensione, ma potrebbe raccogliere una buonuscita ancora più alta, a seconda di come il comitato di sorveglianza dell'azienda classificherà la sua uscita di scena.

A Winterkorn due annualità da 16.6 milioni - Il portavoce di VW non ha voluto pronunciarsi sui soldi che spetteranno Winterkorn dopo le sue dimissioni, ma all'ex ad dovrebbero spettare anche due annualità. Visto che lo scorso anno all'amministratore sono andati 16,6 milioni di euro, il secondo stipendio più alto della Germania, il bonus potrebbe corrispondere a circa 33 milioni di euro. Sommati alla pensione, Winterkorn potrebbe quindi portarsi a casa 60 milioni di euro.

Eventuali responsabilità e buonuscita - L'eventuale buonuscita dipenderà però anche dalle decisioni del board. Se il manager fosse ritenuto responsabile dello scandalo, la buonuscita potrebbe venire rivista in modo deciso. Nel comunicato del board in cui vengono annunciate le dimissioni, si sottolinea però che "Winterkorn non era a conoscenza della manipolazione dei dati": il manager viene quindi ringraziato "per il suo elevato contributo" alla società. Fra i bonus, si legge nel report, ci sarà anche la possibilità di utilizzare una vettura Volkswagen per tutto il periodo in cui gli verrà corrisposta la pensione.

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