Scandalo Diesel, Berlino: "Truccate auto anche in Europa". Voci su Bmw fanno crollare titolo

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Secondo il ministro dei Trasporti tedesco, manipolazioni sui dati anche nel Vecchio Continente. Volkswagen aveva tentato di avvisare già nell'aprile scorso i suoi clienti in California del problema. All'ex ad Winterkorn pensione da 28,6 milioni di euro più eventuale buonuscita. La Procura di Torino apre inchiesta, Delrio annuncia controlli a campione

Emergono nuovi dettagli sullo scandalo Volkswagen. Lo scorso aprile l’azienda di Wolfsburg cercò di avvertire i propri clienti americani che sussisteva il rischio che i loro motori diesel non passassero i severi controlli delle autorità Usa. Il ministro dei Trasporti tedesco ha inoltre fatto sapere che le manipolazioni sui dati delle emissioni delle auto diesel del gruppo riguardano anche l’Europa. E mentre la bufera rischia di allargarsi anche ad altre case automobilistiche, con Bild che accusa anche Bmw e il titolo che crolla in Borsa, la procura di Torino apre un’inchiesta. L’ex ad Martin Winterkorn, dimessosi dopo lo scandalo, potrebbe intanto portarsi a casa circa 60 milioni di euro tra pensione e buonuscita. Nel frattempo, dopo Fitch, anche Standard & Poor's ha annunciato che potrebbe tagliare il rating dell'azienda di Wolfsburg.

Richiamo mascherato dietro a presunti problemi tecnici
- La scorsa primavera, sentendo il fiato sul collo dell'agenzia californiana per il controllo dell'ambiente, il ramo americano dell'azienda di Wolfsburg aveva inviato una lettera ai suoi clienti proprietari di vetture diesel Audi e Volkswagen. La società tedesca, nascondendosi dietro un generico "problema tecnico", comunicò di portare l'auto al rivenditore, dove sarebbe stato installato un nuovo software per assicurare che le emissioni dai tubi di scappamento venissero "ottimizzate per operare efficientemente". Volkswagen, però, non chiarì che l'operazione era stata avviata solo per rispettare con un escamotage i severi standard qualitativi delle autorità di controllo locali. Tra questi, infatti, stavano da mesi aumentando le perplessità sulle macroscopiche differenze tra le emissioni registrate in laboratorio (quelle truccate appunto con il software che alterava i risultati) e quelli nelle prove su strada, dove il programma che abbassa i livelli di emissioni di gas inquinanti non funzionava. Le autorità Usa acconsentirono a dicembre del 2014 all'operazione di richiamo volontario delle auto diesel di Volkswagen per risolvere quello che la società tedesca sosteneva essere un innocente malfunzionamento tecnico e di facile soluzione, che avrebbe potuto far scambiare il motore per più inquinante di quanto la società non attestasse.

Dati truccati anche in Europa - Le novità sul caso non finiscono qui. Il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt, infatti, ha fatto sapere che le manipolazioni sui dati delle emissioni di auto diesel Volkswagen hanno avuto luogo anche in Europa. "Siamo stati informati che anche in Europa i veicoli con motori diesel da 1,6 e 2 litri, sono stati sottoposti a manipolazioni" per falsificare i dati sulle emissioni di gas nocivi, ha affermato. Ha inoltre annunciato una serie di test a sorpresa anche in vetture fabbricate da altri costruttori.



Inchiesta a Torino - In Italia, intanto, la procura di Torino ha aperto un'inchiesta. Il pm Raffaele Guariniello, che si avvale della collaborazione dei carabinieri del Nas, ha informato che non ci sono iscritti nel registro degli indagati ma sono già stati ipotizzati alcuni reati, tra cui la frode in commercio e il disastro ambientale. Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, inoltre, ha annunciato: “In attesa che ci vengano comunicati i dati reali sulle auto coinvolte faremo dei controlli a campione su almeno mille macchine diesel di tutti i marchi. Il costo previsto è di otto milioni di euro”.

Voci su un coinvolgimento della Bmw - Lo scandalo sulle emissioni, infatti, potrebbe allargarsi anche ad altre case automobilistiche. Secondo il quotidiano tedesco Bild, che cita dati Icct (International Council on clean transportation), anche alcuni modelli di Bmw avrebbero violato le norme sui tetti di emissione dei gas di scarico. Al diffondersi della notizia il titolo Bmw è crollato in Borsa e i listini di tutta Europa hanno virato verso il basso.

A Winterkorn pensione da 28,6 mln - Non mancherà di far discutere la somma che potrebbe portarsi a casa Martin Winterkorn, l'ex amministratore delegato di Volkswagen che si è dimesso martedì 23 settembre: circa 60 milioni di euro. Dal report annuale della società tedesca, infatti, emerge che all'ex ad spetterà una pensione da 28,6 milioni di euro. A questi soldi potrebbero aggiungersi due annualità come buonuscita, circa 33 milioni di euro: questa decisione, però, spetta al board (che potrebbe ridurre la somma).

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