Volkswagen, lascia l'ad. Ue: indagini in tutti gli Stati

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L'annuncio del numero uno dell'azienda segue la decisione di Bruxelles, che chiede a tutti i paesi dell'Unione di collaborare per far luce sullo scandalo delle emissioni. Il ministro dei Trasporti tedesco smentisce di essere già stato a conoscenza delle manipolazioni dell'azienda di Wolfsburg. Fitch: "Rating a rischio"

L'amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn ha annunciato le dimissioni dopo lo scandalo sulle emissioni truccate che ha coinvolto la casa automobilistica tedesca. "Volkswagen, si legge in una nota, ha bisogno di un nuovo inizio e sto aprendo la strada a questo nuovo inizio con le mie dimissioni".

Poco prima, la portavoce del commissario al mercato interno Lucia Caudet, ha chiesto in tutti gli stati membri dell'Unione Europea indagini sull'azienda. "Incoraggiamo tutti gli stati membri a compiere le necessarie indagini e a riferire alla Commissione Ue", che "discuterà con loro come coordinarle al meglio e faciliterà lo scambio di informazioni" ha fatto sapere la Caudet, aggiungendo di aver accolto con favore le indagini avviate in Germania, Francia e Italia". Lo scandalo che ha travolto la casa automobilistica provoca anche la reazione dell'agenzia Fitch, che mette il rating di Volkswagen sotto osservazione con implicazioni negative.

Berlino smentisce di essere già stato a conoscenza - Il governo tedesco intanto smentisce di essere già stato a conoscenza del problema e di averlo sottovalutato in passato. "Le accuse sono false e inopportune" ha detto il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt. "Ho appreso delle manipolazioni lo scorso weekend dalla stampa", ha risposto a proposito del caso Volkswagen. Dobrindt era stato tirato in causa dal partito dei Verdi che lo scorso 28 luglio, come ha riportato il quotidiano Die Welt, gli avevano rivolto un'interrogazione parlamentare proprio sulle possibili falsificazioni dei test automobilistici. "Insieme alla Commissione Europea sappiamo che nella pratica non è ancora possibile impedire l'uso di meccanismi per modificare i dati" aveva risposto il ministro, aggiungendo però che con la Ue erano allo studio sistemi per rendere le verifiche più stringenti. Parole che per il partito ecologista sono suonate come l'ammissione di una colpevole consapevolezza, smentita però ora dallo stesso ministro. Dobrindt ha poi sottolineato che "Volkswagen deve chiarire in modo trasparente".

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