Def, stime di crescita riviste al rialzo. Renzi: "L'Italia ha svoltato"

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Il Pil, secondo il governo, si attesterà a +0,9% quest'anno e +1,6% il prossimo. In salita il deficit programmato (2,2%). Padoan:  meno tasse per spingere consumi famiglie. Il premier: "Nel 2015 abbiamo svoltato, nel 2016 acceleriamo". Sulle riforme: abbiamo i numeri

L'Italia finalmente "ha svoltato" e adesso è il momento di spingere sull'acceleratore per agganciare in modo definitivo la ripresa. Matteo Renzi prova a trovare conferma nei numeri del Def della bontà del percorso di riforme, da ultimo il ddl Boschi che, si dice certo il presidente del Consiglio, avrà i numeri al Senato (IL VIDEO). Il premier guarda adesso alla legge di Stabilità convinto di riuscire a coniugare il risanamento dei conti con la crescita, con una manovra che sarà "espansiva e non di rigore", grazie anche alla flessibilità che si punta a ottenere da Bruxelles.

Stime di crescita riviste al rialzo - Il documento conferma le anticipazioni. Con il via libera alla nota di aggiornamento del Def, il governo ha rivisto al rialzo le stime di crescita sia per il 2015 - con il Pil che si attesterà a +0,9% rispetto al +0,7% previsto ad aprile - sia per il 2016, che dovrebbe chiudersi a +1,6% (era +1,4% la previsione di primavera). In salita anche il deficit programmato, al 2,2% (rispetto all'1,8), una mossa che permette di avere più risorse per finanziare le misure della prossima manovra. La crescita più robusta dimostra, secondo Renzi, che "abbiamo svoltato, nel 2016 acceleriamo", e "questo è il momento in cui tutti insieme dobbiamo spingere con ancora più determinazione" visto che "l'oggettiva ripresa è partita in Italia grazie ai provvedimenti e alle riforme".

Padoan punta sulla “domanda interna” - Grazie allo sforzo che il Paese ha fatto, ha detto anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, ora l’Italia "è pienamente legittimata" a chiedere più margini per consolidare il percorso di crescita attraverso una manovra che punterà a dare ulteriore slancio in particolare "alla domanda interna". E con la legge di Stabilità che l'esecutivo sta componendo in queste settimane ci sarà un taglio delle tasse, a partire dallo stop alle clausole di salvaguardia, con l'obiettivo di spingere "la domanda delle famiglie, che hanno più fiducia", ma anche per sostenere le imprese "che investono di più e assumono di più" alimentando questo "circolo virtuoso".

Fondi dovrebbero arrivare dall’Ue - Cuore della manovra sarà comunque l'abolizione della tassa sulla casa: il governo tira dritto nonostante gli scetticismi espressi da più parti. Ultimo Moody's, che consiglia di tagliare invece le tasse sul lavoro. Uno dei perni su cui si reggerà la legge di stabilità sarà la flessibilità, che dovrà essere utilizzata, ha puntualizzato oggi il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici "dentro le regole Ue". Regole che sono pienamente rispettate, ribadisce il governo, anche sul debito, visto che "quello che conta è il percorso di aggiustamento strutturale", ha chiarito Padoan. Per la prima volta dal 2007, ha detto il ministro, questa "zavorra" comincerà ad essere alleggerita, passando dal 132,8% di quest'anno al 131,4%. Il debito "preoccupa" e va abbassato "per i nostri figli e i nostri nipoti" assicura il premier, convinto però che la migliore strategia per abbatterlo sia la crescita. Per la manovra il governo ha bisogno di 27 miliardi e 13 dovrebbero arrivare proprio dallo sfruttamento delle clausole europee: grazie al lavoro fatto dal ministro dell'Economia, ci tiene a sottolineare il premier ringraziando Padoan, Roma sembra convinta di essere molto vicina all'ok di Bruxelles per sfruttare fino in fondo la clausola per le riforme e a utilizzare in parte, per lo 0,3, quella per gli investimenti, che consentirà non solo di avere "maggiore spazio di bilancio" ma anche, secondo il titolare di via XX Settembre, di "migliorare la macchina pubblica degli investimenti". A questi si potrebbero aggiungere altri due punti di margine "aggiuntivi": l'Italia li chiederà per affrontare "l'emergenza dei migranti".

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