Lavoro, Ministero corregge i dati: i posti fissi in più sono la metà

1' di lettura

Mentre slittano ancora gli ultimi decreti attuativi del Jobs Act, dal dicastero arriva la precisazione sui numeri diffusi martedì sui contratti: quelli registrati in più a tempo indeterminato, comprese le stabilizzazioni, nei primi 7 mesi del 2015 scendono da 630.585 a 327.758

Mentre il ministero del Lavoro corregge i dati diffusi martedì sul numero dei contratti, slittano ancora gli ultimi decreti attuativi del Jobs Act (che erano attesi nel Consiglio dei Ministri di oggi). Dal Meeting di Rimini il ministro Giuliano Poletti, dopo una telefonata con il premier Matteo Renzi, annuncia il nuovo rinvio all'approvazione dei 4 provvedimenti (fra cui quello sul controlli a distanza dei dipendenti): dovrebbero arrivare in Cdm “la prossima settimana”. "Ho parlato con il premier, non c'è alcun problema di merito, c'erano troppi provvedimenti all'ordine del giorno e altri temi con scadenze più stringenti", ha spiegato.

La correzione sui dati di martedì - Nel frattempo, dal suo dicastero è arrivata la correzione dei dati diffusi martedì sui contratti di lavoro in tutti i settori economici, esclusi quello domestico e nella Pubblica amministrazione. “Purtroppo, un errore nei calcoli relativi alle diverse componenti ha prodotto valori non esatti”, si giustificano da Via Veneto diffondendo la nuova tabella sui primi sette mesi del 2015. Con la variazione si dimezza il numero dei contratti registrati in più a tempo indeterminato, comprese le stabilizzazioni, favorite dai nuovi sgravi contributivi per il datore di lavoro che trasforma un contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato. Il numero scende da 630.585 a 327.758.

Il confronto con il 2014 - Pur dimezzato, resta comunque una cifra significativa tanto più se lo si confronta con il dato del 2014, quando i contratti a tempo indeterminato registrati in più nei primi 7 mesi, cioè al netto delle cessazioni di contratto, furono solo 12.875. Inoltre, sottolinea il Ministero, "nella tabella corretta l'incremento delle attivazioni dei contratti a tempo indeterminato" sullo stesso periodo del 2014 "è del 39,3% anziché del 30,5%" diffuso martedì. Nei primi sette mesi del 2014, infatti, furono attivati 771.486 contratti a tempo indeterminato mentre nello stesso periodo del 2015 hanno superato il milione (esattamente 1.074.740).

Aumentano i tempi indeterminati, crollano le collaborazioni - I dati del ministero, anche corretti, sembrano evidenziare l'effetto positivo degli sgravi per le assunzioni stabili. "Quello che abbiamo sempre detto e che ribadiamo è che strutturalmente il costo del lavoro stabile deve essere più basso delle altre tipologie contrattuali”, ha detto Poletti. Sottolineando che "il tema degli sgravi per le assunzioni è un tema posto" per la Legge di Stabilità. Commentando i dati, il ministro ha poi evidenziato come "stanno aumentando in maniera importante i contratti a tempo indeterminato e crollano le collaborazioni". Infatti, secondo i dati del ministero, nei primi 7 mesi del 2015 le collaborazioni attivate sono calate del 22% passando da 363.932 del 2014 ai 281.547 del 2015. Sempre secondo la nuova tabella, migliorano anche i dati di tutti i contratti attivati (a tempo determinato, apprendistato, contratti di collaborazione, altri contratti) che sono stati 5.150.539 e non 4.954.024 come comunicato precedentemente. Mentre il saldo fra i nuovi contratti registrati e quelli cessati nei primi sette mesi del 2015 registra 1.136.172 contratti attivati in più.

Leggi tutto