Cina svaluta lo yuan per rilanciare l’export. Borse in rosso

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Mossa a sorpresa di Pechino, si tratta del deprezzamento più significativo dal 2005. La decisione, che arriva dopo il crollo dell’8,3% delle esportazioni a luglio, fa tremare i mercati internazionali. Male i listini europei, con Piazza Affari che perde il 2,96%

Mossa a sorpresa della Cina: la banca centrale ha deciso di svalutare lo yuan per rilanciare l'export e la decisione fa tremare i mercati internazionali, facendo chiudere in negativo i principali listini europei, con Piazza Affari che perde quasi il 3%. La svalutazione della moneta cinese ha impattato soprattutto sui produttori automobilistici tedeschi e sui titoli europei del settore lusso, dal momento che la Cina rappresenta un mercato chiave per l'export della zona euro. Ma ha pesato anche sui titoli energetici e minerari.  

Il deprezzamento è il più significativo dal 2005, quando la valuta cinese venne sganciata dal dollaro. La svalutazione arriva dopo gli ultimi dati pubblicati nel fine settimana che segnano un altro pesante calo delle esportazioni, crollate dell'8,3% a luglio, e un calo su base annua del 5,4% dell'indice dei prezzi alla produzione.

La mossa è stata definita un "deprezzamento straordinario" da parte della stessa banca centrale cinese e arriva dopo la diffusione di voci sulla possibilità che la banca centrale potesse aumentare la banda di oscillazione dello yuan, fissata al 2% nel marzo 2014, e mentre Pechino punta all'inclusione della propria moneta tra le valute di riserva globali, assieme al dollaro statunitense, all'Euro, alla sterlina e allo yen. La decisione del Fondo Monetario Internazionale sull'inclusione o meno del Renminbi tra i diritti speciali di prelievo verrà presa nel novembre prossimo.

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