Spiagge affollate a Ferragosto, +25%: i dati di Cna Balneatori

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Gli italiani tornano a scegliere in massa le vacanze al mare. Secondo la Confederazione nazionale, che riunisce gli operatori di 50 località marine italiane, è previsto un netto incremento delle presenze rispetto all'estate 2014. In cima alla classifica, Abruzzo ed Emilia Romagna

Torna il binomio Ferragosto e ombrellone. Dopo anni di crisi, infatti, per il momento clou delle vacanze all'italiana nel 2015 si prospetta il pienone, con crescita sostenuta delle presenze e dei soggiorni, anche grazie ai prezzi contenuti, se non diminuiti, nei confronti della stagione 2014. Ne sono convinti circa 500 aderenti alla Cna Balneatori di cinquanta località marine italiane che hanno preso parte a una indagine per verificare lo stato di salute del turismo costiero del nostro Paese nel periodo 8/23 agosto, le due settimane più "calde" della stagione, quelle che orientano i conti dell'intero anno. Dati incoraggianti che, come afferma il ministro della Cultura Dario Franceschini, incentivano ad "aumentare gli investimenti" nel settore. 

 





+25% di presenze sulle spiagge italiane - L'incremento dei turisti sulle spiagge italiane rispetto a un anno fa viene previsto tra il 20 e il 30%, anche se va tenuto conto delle pessime condizioni atmosferiche del 2014. Le migliori performance sono attese in Abruzzo ed Emilia-Romagna. Aumenti consistenti si annunciano anche in confronto alle stagioni 2013 e 2012: vanno dal 15% (Friuli-Venezia Giulia, Molise, Veneto) al 25% (Abruzzo, Emilia-Romagna, Puglia, Sicilia). Non si tratta di oscillazioni positive determinate dal turismo mordi-e-fuggi. Crescite significative sono previste anche per i soggiorni più lunghi.

 

In cima alla classifica Abruzzo ed Emilia Romagna - Le permanenze tra 7 e 10 giorni sono attese in aumento, rispetto al 2014, tra il 20 e il 30%, con picchi in Abruzzo, Emilia-Romagna, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana. Lievemente inferiori le previsioni positive per i periodi di 10/15 giorni di presenza, che segnalano incrementi tra il 10 e il 20/25% (Calabria, Puglia, Sardegna, Sicilia). Performance che hanno origine anche nella politica dei prezzi praticati: tariffe e listini esposti al pubblico evidenziano stabilità o addirittura diminuzione, come nel caso di Basilicata, Calabria, Campania, Molise. 

Data ultima modifica 08 agosto 2015 ore 18:10

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