Fca, numeri da record: i ricavi su del 25%, l'utile del 69%

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Nel secondo trimestre Fiat Chrysler supera le attese degli analisti e registra aumenti significativi rispetto all'anno precedente. A trainare l'azienda soprattutto i risultati dell'America del Nord. Migliorati i target per il 2015

Fiat Chrysler sorprende il mercato con risultati migliori delle attese, soprattutto nell'area dell'America del Nord, che aveva sollevato i timori degli analisti, e sulla scia dei buoni numeri ritocca leggermente al rialzo le previsioni sull'anno.

 

Ricavi e utili in aumento - Nel secondo trimestre Fca ha registrato ricavi in aumento del 25% a 29,2 miliardi di euro, in crescita di 5,9 miliardi di euro rispetto ai 23,3 miliardi di euro dell'analogo periodo del 2014. I veicoli consegnati a livello globale sono stati 1,2 milioni, in linea con il secondo trimestre 2014. Vola inoltre l'utile (i ricavi meno i costi) che, sempre nel secondo trimestre, sale del 69% passando dai 197 milioni di euro del secondo trimestre 2014 ai 333 milioni di questo trimestre. L'EBIT (il risultato prima dei ricavi e oneri finanziari e delle tasse) è stato pari a 1,5 miliardi, con una crescita del 58% rispetto al trimestre dello scorso anno. L'indebitamento netto industriale inoltre è diminuito di 0,6 miliardi di euro nel trimestre attestandosi a 8,0 miliardi di euro.

 

Il risultato migliore in America del Nord - Il risultato maggiore viene dall'area Nafta, la zona di libero scambio che unisce Canada, Usa e Messico, dove l'Ebit adjusted è più che raddoppiato a 1.327 da 595 milioni euro. L'America Latina, dove pesano i costi di start-up dell'impianto di Pernambuco e la crisi dell'economia, registra invece una perdita di 79 milioni da un utile di 63 milioni. In Europa (Emea) utile di 57 milioni da un saldo pari a zero, mentre in Asia i margini calano a 47 da 110 milioni.

 

Migliorati i target per il 2015 - Sull'onda del buon risultato il consiglio di amministrazione di Fca ha rivisto i target per il 2015. In particolare, le consegne a livello globale sono ora stimate a circa 4,8 milioni di veicoli (da un intervallo compreso tra 4,8 e 5 milioni), i ricavi a oltre 110 miliardi di euro (da circa 108), l'Ebit adjusted  pari a o superiore a 4,5 miliardi (da un intervallo compreso tra 4,1 e 4,5 miliardi), l'utile netto adjusted in un intervallo compreso tra 1  e 1,2 miliardi con un utile base per azione adjusted in un intervallo  compreso tra 0,64 e 0,77 euro (invariato), l'indebitamento netto  industriale compreso in un intervallo tra 7,5 e 8 miliardi di euro. Nella relazione approvata dal Cda si precisa che "gli importi non includono alcun impatto derivante dalle operazioni relative a Ferrari annunciate in precedenza (la quotazione, ndr)".

 

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