Svimez: il Sud a rischio sottosviluppo permanente

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Pubblicato il rapporto sull’economia del Mezzogiorno. 1 su 3 a rischio povertà. Mai così pochi occupati: nel 2014 il dato di chi ha un lavoro torna ai livelli del 1977. Ed è allarme demografico: lo scorso anno solo 174mila nascite, minimo storico registrato oltre 150 anni fa

Una persona su tre a rischio povertà, nel 2014 l'occupazione torna ai livelli del 1977 ed è allarme demografico: le nascite toccano il minimo storico registrato 150 anni fa, durante l'Unità d'Italia. Sono i dati contenuti nel Rapporto Svimez sull'Economia del Mezzogiorno 2015, secondo il quale il Sud ora rischia "un sottosviluppo permanente". 

 

Uno su tre a rischio povertà - Nel 2014, per il settimo anno consecutivo, il Pil del Mezzogiorno è negativo (-1,3%), il divario del Pil pro capite è tornato ai livelli di 15 anni fa, il 62% dei meridionali guadagna meno di 12mila euro annui (contro il 28,5% del Centro-Nord)  e per il Sud scatta un vero e proprio allarme povertà che vede a rischio "una persona su tre" a fronte di un rapporto di "una su dieci al Nord".

D'altronde negli anni di crisi 2008-2014 i consumi delle famiglie meridionali sono crollati quasi del 13% e gli investimenti nell'industria in senso stretto addirittura del 59%. Questa la fotografia che emerge dal Rapporto presentato il 30 luglio 2015 a Roma (qui tutti i dati), che mostra l'Italia come un "Paese diviso e diseguale, dove il Sud scivola sempre più nell'arretramento", un Paese dove nel periodo 2001-2014 il Sud fa molto peggio della Grecia. Dal 2001 al 2014 il tasso di crescita cumulato è stato + 15,7% in Germania, +21,4% in Spagna, + 16,3% in  Francia. Negativa la Grecia, con -1,7%, ma mai quanto il Sud, che, con -9,4% tira giù al ribasso il dato nazionale (-1,1%), contro il +1,5%  del Centro-Nord.

 

Trentino e Calabria, la più ricca e la più povera - Un'Italia 'spaccata' in due dove c'è una Regione come il Trentino Alto Adige, che registra un reddito pro capite di  37.665 euro e, contemporaneamente, la Calabria che si ferma a 15.807 euro. Numeri che mostrano un "divario tra la regione più ricca e la più povera" nel 2014 pari a 18.453 euro: in altri termini, un trentino ha prodotto nel 2014 quasi 22mila euro in più di un calabrese.

 

Mai così pochi occupati -   E lo scorso anno registra dati allarmanti sul fronte dell'occupazione. "Nel 2014 i posti di lavoro in Italia sono cresciuti di 88.400 unità, tutti concentrati nel Centro-Nord (133mila). Il Sud, invece, ne ha persi 45mila. Il numero degli occupati nel Mezzogiorno torna così a 5,8 milioni, sotto la soglia psicologica dei 6 milioni; il livello più basso almeno dal 1977, anno da cui sono disponibili le serie storiche dell'Istat". 

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