Grecia, si vota la seconda serie di riforme. Tensione ad Atene

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Dopo il sì del Parlamento al primo pacchetto di riforme richieste da Bruxelles, l'Aula deve approvare il secondo. Tra le misure, le modifiche al codice di procedura civile e l'adozione della direttiva Ue sul risanamento degli enti creditizi. Scontri in piazza Syntagma

Ancora un difficile passaggio per il governo Tsipras sulla strada che porta al terzo programma di aiuti europeo, tanto sospirato per le esangui casse greche. Dopo il sì del Parlamento alle prime riforme richieste dall'Ue, una settimana fa, l'Aula discute la seconda serie di cosiddette "azioni prioritarie" per riavviare i negoziati con i creditori. Il premier dovrebbe portare a casa il risultato anche questa volta, ma a costo di un ulteriore indebolimento del suo partito, Syriza, che ha già visto l'uscita dell'ala più radicale.

Tensione in piazza Syntagma - Il tutto mentre la piazza torna a far sentire la sua voce contro l'austerità imposta da Bruxelles. Il maggiore sindacato del settore pubblico, l'Adedy, è sceso in strada radunandosi in piazza Syntagma. Ad Atene si sono registrati attimi di tensione quando alcuni manifestanti, dopo essersi coperti il volto con passamontagna e caschi, hanno lanciato verso le forze di polizia schierate a protezione del Parlamento alcune bottiglie e bombe carta.

Il secondo pacchetto di riforme - Sul tavolo, in Parlamento, ci sono le modifiche al codice di procedura civile e l'adozione delle regole europee sulla risoluzione delle banche in fallimento. L’approvazione delle misure serve per avviare il negoziato con la ex Troika (Ue, Bce e Fmi) e chiudere un accordo sul piano di salvataggio entro la scadenza del 20 agosto, quando Atene dovrà restituire 3,2 miliardi alla Banca Centrale Europea. Alexis Tsipras anche questa volta punta sul sostegno dell’opposizione, mentre l’ala più radicale del suo partito continua ad attaccarlo. Come il suo ex braccio destro, Varoufakis, secondo cui c'era “una alternativa alla resa”.
Sul fronte dei creditori, intanto, sono arrivati segnali di incoraggiamento dalla Bce, che ha aumentato la liquidità d'emergenza per la Grecia di altri 900 milioni.

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