Grecia, l'accordo alla prova del Parlamento

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La coalizione guidata da Syriza ha tempo fino a mercoledì sera per far approvare dai deputati il pacchetto di austerità proposto dai partner europei. Ma il partito è spaccato. Varoufakis attacca: “Tsipras ha ceduto”. LE REAZIONI SU TWITTER

Il ministero delle Finanze greco ha presentato al parlamento ellenico la proposta di legge riguardante le riforme di politica economica poste dai creditori internazionali come condizione per ottenere un terzo programma di aiuti. La coalizione guidata da Syriza ha tempo fino a domani sera per far approvare dai deputati il pacchetto di austerità proposto dai partner europei.

 

Cosa contiene la proposta di legge - La proposta di legge comprende una stretta sull'Iva, l'autonomia dell'istituto di statistica, la riforma del sistema pensionistico e la trasformazione in legge della direttiva Ue sulla soluzione delle crisi bancarie; si chiede inoltre ad Atene una precisa tabella di marcia per la liberalizzazione delle categorie professionali attualmente chiuse e altre misure previste dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

 

Paese spaccato - L’accordo ha scatenato dure reazioni in Grecia. Il ministro dell'Energia, Panagiotis Lafazanis, leader dell'ala radicale di Syriza ha detto che l’accordo è “umiliante". Poi è arrivata la vendetta di Yanis Varoufakis. L’ex ministro delle Finanze (dimissionario dopo il referendum di lunedì 5 luglio), in un’intervista al settimanale britannico New Statesman, ha dichiarato che aveva "un piano" per il dopo-referendum, ma Tsipras "ha scelto di non sfidare i creditori". E dunque ha ceduto. 

 

Le posizioni in Parlamento - Anche Panos Kammenos, ministro della Difesa e leader dei nazionalisti di Anel - alleati di governo di Syriza con 16 seggi – ha annunciato che in Parlamento il suo partito non sosterrà Tsipras ma non uscirà dalla maggioranza. Syriza rischia di perdere l'ala radicale e il partner di governo. La presidente del Parlamento, Zoe Constantopoulou, altra esponente dell'ala radicale, potrebbe provare a rallentare la calendarizzazione. Intanto Nikos Chountis, deputato Syriza e vice ministro per gli Affari europei, ha annunciato le dimissioni. È il primo a lasciare dopo la conclusione dell’accordo. 

 

Il futuro politico di Atene - Tra le ipotesi che si profilano ci sono un rimpasto, un governo di minoranza con appoggio esterno o un nuovo incarico per un esecutivo di unità nazionale. Con Tsipras si schierano i democristiani di Nea Demokratia, i socialisti del Pasok e i centristi di To Potami. 

 

Scioperi e manifestazioni - Nella serata di lunedì in piazza Syntagma si è tenuta una manifestazione di protesta (LE REAZIONI SU TWITTER). Una donna ha bruciato una bandiera di Syriza al grido di “Tsipras ci ha traditi”. Il sindacato dei dipendenti pubblici ha annunciato uno sciopero di 24 ore per mercoledì, il primo da quando la sinistra ha vinto le elezioni a gennaio. Le banche resteranno chiuse anche martedì, ha fatto sapere il ministero delle Finanze, senza dire però quando riapriranno. 

 

Data ultima modifica 14 luglio 2015 ore 19:16

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