Varoufakis: dai creditori terrorismo contro la Grecia

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Secondo il Financial Times, le banche greche preparano piani di emergenza che comprendono un prelievo forzoso sui conti correnti. Ma il ministro delle Finanze smentisce: voci maliziose. Renzi agli italiani: non abbiate paura della crisi greca

"Quello che i creditori stanno facendo con la Grecia ha un nome solo: terrorismo". Sono queste le parole del ministro delle Finanze greco Yannis Varoufakis in un'intervista a El Mundo. Rimangono alti, a 24 ore dal referendum attraverso il quale i cittadini greci decideranno se accettare o meno gli accordi con i creditori internazionali, i toni del dibattito tra Atene e Bruxelles. L'ultimo ad intervenire, in ordine di tempo, è proprio Varoufakis, che nell'intervista ribadisce la sua convinzione: se vincerà il 'no' il primo ministro Alexis Tsipras si recherà lunedì a Bruxelles, firmerà un accordo - "non fantastico ma migliore di quello proposto" - e "martedì riapriranno le banche".

Il ministro smentisce il Financial Times: "Nessun prelievo forzoso" - Ad infiammare il dibattito pre-elettorale anche un articolo del Financial Times che ipotizza un prelievo forzoso sui depositi dei cittadini greci. Secondo il quotidiano finanziario il prelievo potrebbe essere di almeno il 30% su depositi superiori agli 8.000 euro, sulla falsariga di quanto fatto a Cipro nel 2013 per i conti superiori ai 100mila euro. Ipotesi però seccamente smentita da Varoufakis su Twitter:

Intesa difficile per Bruxelles - Il presidente dell'Unione delle Banche greche Louka Katseli ha però ammesso che dopo lunedì "ci sarà un problema serio di finanziamento" delle banche se non verrà attivato l'Ela (Emergency Liquidity Assistance) della banca centrale. E il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, non esclude un'uscita della Grecia dall'euro. Il popolo greco deve decidere se vuole vivere "con l'euro o temporaneamente senza", ha detto in un'intervista alla Bild, ripresa da Bloomberg.

Renzi: "Italia non è più compagna di sventura della Grecia" - Rassicura invece gli italiani il presidente del Consiglio Matteo Renzi: "L'Italia non ha paura di conseguenze specifiche sul nostro Paese: 3 o 4 anni fa eravamo il problema insieme alla Grecia, eravamo compagni di sventura, adesso non è più così grazie alle riforme e alla ripartenza dell'economia. Noi siamo dalla parte di quelli che cercano di risolvere il problema, non siamo più il problema".

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