Whirlpool, c'è accordo: stabilimenti salvi e niente esuberi

La protesta dei lavoratori Whirlpool nei mesi scorsi
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Azienda e parti sociali hanno firmato l'intesa al ministero dello Sviluppo: nessun licenziamento, scongiurate le chiusure, nuovi investimenti e missioni produttive specifiche. Il piano dovrà essere approvato dai lavoratori. Renzi: "Lo avevamo promesso"

Nessuno stabilimento italiano chiuso e niente esuberi strutturali. È questo l’accordo raggiunto tra Whirlpool e parti sociali al ministero dello Sviluppo. Ora il piano dovrà essere approvato dai lavoratori. Il premier Matteo Renzi esulta su Twitter: “Lo avevamo promesso ai lavoratori #Whirpool. Nessuna chiusura, nessun licenziamento”.

L’accordo dopo 5 mesi di braccio di ferro – L’accordo sul piano industriale con cui la multinazionale americana rilancerà la produzione italiana dei siti ex Indesit chiude un braccio di ferro tra azienda e sindacati lungo 5 mesi. L’intesa scongiura il rischio licenziamento per gli oltre 2.000 lavoratori del gruppo almeno fino al 2018, riassorbe tutti gli esuberi inizialmente previsti, salva i siti di Carinaro e None dalla chiusura, prevede incentivi all'esodo e per i trasferimenti in altri stabilimenti (come Napoli e Varese), assegna ad ogni fabbrica una missione produttiva e, soprattutto, investe 513 milioni in tre anni. L’ipotesi di accordo sarà sottoposta al voto dei lavoratori il 13 o il 14 luglio. Già da venerdì negli stabilimenti Whirlpool inizieranno le assemblee informative.

La soddisfazione dei sindacati – Si dice soddisfatta Federica Guidi, ministro dello sviluppo economico. “Il governo ha fatto tutto il possibile e l'impossibile, meglio di così non ci potevamo augurare”. Contenti anche i sindacati. “Si tratta, soprattutto se si considera da dove eravamo partiti, di un'intesa senza dubbio positiva, poiché scongiura il rischio di oltre duemila licenziamenti e assegna una missione a tutti gli stabilimenti italiani”, ha detto il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. Il suo omologo della Fim, Marco Bentivogli, parla di “un accordo importante, che premia due mesi di lotta che hanno convinto alla retromarcia gli americani”. "Oggi vince il lavoro – è il commento della Fiom –. L'intesa raggiunta rappresenta una svolta”. “Ora la parola passa ai lavoratori, che siamo convinti premieranno il cammino fatto per evitare esuberi strutturali e chiusure di stabilimenti”, conclude Antonio Spera, segretario generale Ugl Metalmeccanici.

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