Grecia, rottura tra governo ed Eurogruppo: stop ai negoziati

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A Bruxelles respinta la richiesta di Tsipras che aveva indetto un referendum chiedendo una proroga. Dijsselbloem: programma di aiuti finisce martedì sera. Varoufakis non firma documento comune. Padoan: "Possibili attacchi speculativi ma l'Italia solida"

E' una delle giornate più tese per il futuro della Grecia. A Bruxelles, durante l'ennesimo Eurogruppo, si è consumata la rottura con Atene che non ha firmato il documento comune. Il vertice è proseguito senza la presenza del governo Tsipras che, poche ore prima, aveva annunciato un referendum sul piano dei creditori. E mentre nel paese ellenico è corsa ai bancomat, il ministro delle Finanze Varoufakis assicura: possiamo ancora trovare un accordo “prima di martedì”, ovvero il giorno nel quale la Grecia andrà in default a meno che non rimborsi gli 1,6 miliardi di euro dovuti al Fmi. Ma, avvisa Padoan, non c'è nessuna uscita dall'Euro in vista.

Padoan: "Non è l'Europa che sta facendo fallire la Grecia"



Atene: “C'è spazio per negoziati” - “Chiederemo al popolo greco se accettare le proposte, ha aggiunto il ministro, “c'è spazio per proseguire i negoziati giorno e notte per migliorare le proposte dei creditori". "Raccomanderemo ai greci di accettare l'accordo se verrà migliorato", ha detto ancora Varoufakis, il quale ha sottolineato che "non ci sono misure perché un paese lasci l'euro" e che "il referendum non è sull'euro".

Dijsselbloem, programma aiuti finisce martedì sera -
Il programma di aiuti internazionali finirà martedì sera, ha ribadito intanto il presidente dell'Eurogruppo constatando "con grande dispiacere" che i negoziati sono falliti. "Siamo determinati – ha aggiunto - a mantenere la forza e la stabilità dell'eurozona".

"Non c'è un rischio contagio", dice Dijsselbloem rispondendo a una domanda di Sky TG24

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