Grecia, pagamento rata da 300 mln a Fmi slitta a fine giugno

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Atene ottiene di pagare in un'unica soluzione tutte le scadenze previste per il mese. Ma il ministero delle Finanze greco annuncia: "Rifiutiamo le proposte dei creditori, creano povertà". Merkel: "Le trattative sono lontane dalla conclusione"

Le trattative tra la Grecia e i suoi creditori, come ha commentato la cancelliera Merkel, "sono lontane da giungere a una conclusione". Il ministero delle Finanze greco annuncia infatti che Atene rifiuta le proposte avanzate dai creditori, spiegando che il programma chiesto al premier Alexis Tsipras negli incontri a Bruxelles "non può risolvere" la crisi e "aumenterebbe la povertà e la disoccupazione".
Poco dopo è lo stesso ministro Yanis Varoufakis a dire: la Grecia "è pronta e vuole" un accordo con l'Europa, ma ha bisogno di speranza. Una speranza che deve arrivare dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. 




L'annuncio del ministro greco arriva a pochi minuti dal rinvio a fine mese del pagamento della rata da 300 milioni di euro che la Grecia avrebbe dovuto versare venerdì al Fondo Monetario Internazionale. Atene ha infatti ottenuto dall'istituto di Washington la possibilità di versare in un'unica soluzione i quattro pagamenti previsti per il mese di giugno.



La nota dell'Fmi - "In base a una decisione adottata dal comitato esecutivo alla fine degli anni '70, i paesi membri possono chiedere di accorpare pagamenti multipli che cadano nello stesso mese, a esclusione degli interessi", spiega in una nota l'Fmi. L'obiettivo per cui fu presala decisione, spiega ancora Washington, è "risolvere le difficoltà amministrative legate alla necessità di procedere a pagamenti multipli in un breve periodo".

Le proposte rifiutate dalla Grecia - Tra le proposte fatte al governo presieduto da Alexis Tsipras e rifiutate dal ministero delle Finanze, l'introduzione di due aliquote Iva (23% e 11%), il surplus di 1% nel 2015, 2% nel 2016, 3% nel 2017, 3,5% nel 2018, tagli alle pensioni per l'1% del pil, con l'eliminazione dell'assegno di solidarietà e abolizione di quelle anticipate. Previsti inoltre tagli ad assegni familiari e di invalidità, per risparmiare 900 milioni di euro, oltre che una riforma del mercato del lavoro per adeguarlo alle "best practice" europee.

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