Pensioni, dal 1 giugno pagamento ogni primo del mese

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Tra gli effetti del decreto varato dal governo dopo la sentenza della Consulta l'anticipo a inizio mese per tutti i versamenti. Intanto è allo studio l'introduzione di più flessibilità nella legge Fornero, per permettere l'uscita del lavoro già a 62 anni

Da oggi, primo giugno, le pensioni, comprese quelle di invalidità e di indennità, verranno pagate il primo di ogni mese. Si tratta di uno degli effetti del decreto pensioni varato dopo la sentenza della Consulta del 31 aprile scorso. Presentando la novità il presidente dell'Inps Tito Boeri ha spiegato che si tratta di un "anticipo per molti, abiutati a ritirarle il 10 o il 16 di ogni mese".

Il tweet pubblicato ieri dal presidente Inps Tito Boeri



Da Trento, dove si trova per il Festival Economia, Boeri ha poi spiegato che "sarà pronta entro giugno una proposta, che sarà consegnata al governo chiavi in mano, per quei 55-65enni che non hanno ancora maturato la pensione ed hanno perso il lavoro". Per Boeri, "bisogna garantire protezione sociale da 55 anni in su", ovvero quando il lavoro lo ritrova solo uno su dieci". Al di sotto di questa fascia di età, "deve pensarci il governo".

Il governo intanto è al lavoro per cercare di introdurre più flessibilità nella riforma Fornero. Tra le ipotesi al vaglio la possibilità di uscire a 62 anni "pagando" come penalità una mensilità l'anno. Sempre da Trento il ministro del Lavoro Poletti ha spiegato che "anche le imprese ci chiedono di poter avere un ricambio generazionale". Ma sulle esatte modalità il ministro vorrebbe però aspettare fino a ottobre, per poterle inserire nella legge di stabilità.

Intanto però il tema della flessibilità approda in Parlamento, dove dalla prossima settimana si aprirà il dibattito sulle proposte avanzate da tutti i gruppi in particolare da quella del Pd (a firma Cesare Damiano) sull'uscita anticipata dal mondo del lavoro. "Noi siamo pronti e chiediamo un confronto sulle nostre proposte, Ci auguriamo - puntualizza l'ex ministro del Lavoro - che il governo e non l'Inps avanzi a sua volta la sua ipotesi". Il principio che persegue il governo, spiega il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, è quello di "consentire più libertà alle persone e alle famiglie, oltre a fare entrare più giovani al lavoro".

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