L'Ocse: "Italia penultima per occupazione giovanile"

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Gli under 30 che lavorano nel nostro Paese sono scesi al 52,79%. Peggio di noi solo la Grecia. L'organizzazione per lo sviluppo economico punta il dito sulla scarsa formazione: italiani peggiori in capacità matematiche e comprensione di letture

L'Ocse lancia un nuovo allarme sulla disoccupazione giovanile in Europa e in Italia in particolare e chiede ai governi dell'area di aumentare gli sforzi per fermare questa piaga. Secondo quanto emerge dall'Oecd Skills Outlook 2015, oltre 35 milioni di giovani, tra i 16 e i 29 anni, nei paesi Ocse, sono Neet, ovvero non lavorano né sono impegnati in un percorso di studio o di formazione. Un problema particolarmente sentito in Italia, dove i Neet rappresentano il 26,1% del totale, a fronte di una media Ocse del 14,9%. Peggio solo la Spagna, con il 26,9%. Notevole anche il distacco percentuale tra l'Italia e il terzo paese con il maggior numero di Neet: l'Irlanda con il 19,2%. Dall'altro lato della classifica l'Olanda (8,9%), la Norvegia (9,1%) e la Svezia (9,4%).

Italia penultima per occupazione giovanile - L'Italia, stando ai dati Ocse, risulta inoltre penultima anche per quanto riguarda l'occupazione giovanile che, tra il 2007 e il 2013 è scesa dal 64,33% al 52,79%. Il secondo peggior dato tra i Paesi Ocse, dietro alla sola Grecia (48,49%). L'Italia è invece quartultima tra i Paesi Ocse per il tasso di occupazione nella fascia d'età 30-54, sceso dal 74,98% del 2007 al 70,98% del 2013. Il nostro Paese, sottolinea l'organizzazione, ha "uno specifico problema di disoccupazione giovanile, in aggiunta a uno più generale", a causa di "condizioni sfavorevoli e debolezze nel mercato del lavoro, e nelle istituzione sociali ed educative".

Italia ultima per giovani che lavorano con il computer - In Italia, il 31,56% dei giovani svolge un "lavoro di routine", che non richiede l'utilizzo di competenze specifiche, e il 15,13% ha un'occupazione che comportava uno scarso apprendimento legato al lavoro.  Il nostro Paese è in particolare quello con la più elevata percentuale di giovani tra i 16 e i 29 anni che non hanno alcuna esperienza nell'uso del computer sul posto di lavoro, con il 54,3%, a fronte di una percentuale di giovani che non usano mai il computer ferma al 3%.

Italia ultima per competenze matematiche e di lettura - L'Italia è inoltre il Paese Ocse con la maggior percentuale di giovani in età lavorativa (16-29 anni) e adulti (30-54) con scarse competenze di lettura, rispettivamente il 19,7% e il 26,36%.  L'Italia ha inoltre la percentuale più elevata di persone con scarse abilità in matematica tra gli adulti, il 29,76%, e la seconda tra i giovani in età lavorativa, il 25,91%, dietro agli Usa (29,01%). In generale, riferisce la tabella Ocse per la misurazione dell'occupabilità dei giovani, il nostro Paese è al di sotto della media per le competenze dei giovani, i metodi di sviluppo di queste competenze negli studenti e la promozione del loro utilizzo sul posto di lavoro. Bassissima anche la percentuale di persone che hanno proseguito gli studi dopo la scuola secondaria: appena il 22,7% delle persone tra 25 e 34 anni, percentuale che consegna all'Italia un altro umiliante ultimo posto.

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