Grecia, Varoufakis: "Pagheremo i 312 milioni all'Fmi"

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Il ministro dell'Economia greco assicura che entro il 5 giugno sarà trovato un accordo con i creditori. Poi annuncia una tassa sulle transazioni e sui prelievi in contanti, ma una nota del responsabile delle Finanze lo smentisce

La Grecia pagherà la rata da 312 milioni dovuta al Fmi il 5 giugno, perché per allora sarà raggiunto l'accordo con i creditori. Lo ha detto ad Atene in un'intervista alla Cnn il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, annunciando una tassa sulle transazioni bancarie e una sanatoria sui depositi occulti all'estero tassandoli al 15%. Annuncio smentito però dal responsabile delle Finanze del suo stesso governo.
"Pagheremo perché non ho dubbi che raggiungeremo un accordo che le istituzioni e i partner europei", ha detto Varoufakis. Ma i creditori internazionali devono "agire insieme" per proporre un nuovo accordo sul prestito ponte. "E' ora che le istituzioni, in particolare il Fmi, agiscano insieme e raggiungano un accordo con noi".

Quanti soldi deve restituire Atene - Atene deve restituire all'Fmi circa 1,6 miliardi di euro a giugno, in quattro rate: la prima, dovuta il 5 giugno, ammonta appunto a 312 milioni. Negli ultimi giorni diversi esponenti del governo greco avevano detto che Atene non sarebbe stata in grado di pagare se prima non avesse raggiunto un accordo con i creditori per sbloccare nuovi aiuti finanziari.
Il responsabile dell'economia greco ha poi smentito l'ipotesi di una tassa sui depositi bancari, ma ha annunciato una serie di interventi per favorire i pagamenti elettronici con lo scopo di contrastare l'evasione fiscale. "Ci potrebbe essere per esempio una piccola commissione sui prelievi bancomat. Se ne sta discutendo come incentivo per l'uso delle carte, non è stata ancora presa una decisione potrebbe essere una commissione molto piccola" ha affermato Varoufakis.

La smentita del ministero delle Finanze - Tuttavia, poco dopo le dichiarazioni di Varoufakis, il ministero delle Finanze greco ha diffuso un comunicato in cui si spiega che la proposta di imporre una tassa sulle transazioni bancarie e una commissione sui prelievi bancomat non è più in discussione con i creditori del paese. La nota - in contraddizione con le dichiarazioni del ministero - spiega che le proposte sono state ritirate dal tavolo delle negoziazioni a causa dell'opposizione del governo di Atene, che non le ritiene sufficientemente efficaci per scoraggiare le transazioni in contanti.

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