Lavoro, ad aprile 210mila nuovi contratti

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Secondo i dati diffusi dal Ministero migliorano soprattutto le assunzioni a tempo indeterminato, passate dal 15,7% del totale registrato un anno fa al 22,7%. Crescono anche le trasformazioni da determinati a indeterminati

Sale il numero di contratti di lavoro stipulati e in particolar modo aumenta la quota di quelli a tempo indeterminato. Lo rivela il Ministero del Lavoro che annuncia come ad aprile di quest'anno le attivazioni di nuovi contratti di lavoro sono state pari a 756.926 mentre le cessazioni si sono attestate a 546.382, con un saldo di 210.544 contratti in più. Il dato è in linea con quello registrato ad aprile del 2014 (+203.309) ma il saldo dei contratti a tempo indeterminato è migliore +48.536 a fronte di un saldo negativo, pari a -6.017, nello stesso mese del 2014. Buono anche il numero delle trasformazioni: i contratti a tempo determinato che sono diventati a tempo intederminato nel mese di aprile sono stati 35.883, contro le 19.144 di un anno fa.

Delle 756.926 attivazioni (717.955 nell'aprile 2014), 171.515 (lo scorso aprile erano 112.839 ) sono contratti a tempo indeterminato, 475.273 (erano 476.053) sono contratti a tempo determinato, 18.443 (erano 24.335) sono contratti di apprendistato, 38.632 (contro 47.946) sono collaborazioni e 53.063 (a fronte di 56.782) sono le forme di lavoro classificate nella voce 'altro' . L'incidenza dei nuovi contratti a tempo indeterminato attivati è passata quindi dal 15,7% sul totale dei contratti dello scorso aprile al 22,7%.

Resta invece invariato il numero di cessazioni di contratto a tempo indeterminato. Delle 546.382 cessazioni (514.646 ad aprile 2014), 122.979 (lo scorso aprile si erano fermate a 118.856 ) fanno riferimento a contratti a tempo indeterminato, 328.148 (erano 300.621) a tempo determinato, 13.636 (erano 13.142) sono relative a contratti di apprendistato, 36.619 (contro 39.035) a collaborazioni e 45.000 (a fronte di 42.992) a forme di lavoro classificate nella voce 'altro'. L'incidenza delle cessazioni dei contratti a tempo indeterminato rispetto al totale di contratti conclusi è rimasta quasi invariata, passando dal 23,1 al 22,5%.

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