Pensioni, Padoan: "Consulta doveva valutare costi sentenza"

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Secondo il ministro dell'Economia la Corte Costituzionale avrebbe dovuto considerare anche l'impatto sulla finanza pubblica della propria sentenza. Il possibile buco stimato in 2,2 miliardi. Sull'uscita della Grecia dall'euro: "Danneggerebbe anche noi"

La Consulta avrebbe dovuto valutare i costi della sentenza sulle pensioni. Ad affermarlo in un'intervista a Repubblica è il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. che dice di sperare che "che in futuro l'interazione tra organi dello stato indipendenti come Corte, ministri e Avvocatura sia più fruttuosa quando ci sono implicazioni per la finanza pubblica". 

La stima economia della sentenza - "L'autonomia della Corte - spiega Padoan è intoccabile, ma se ci sono sentenze che hanno un'implicazione di finanza pubblica, deve esserci una valutazione dell'impatto. Perché questa valutazione serve a formare il giudizio sui principi dell'equità. L'equità è anche quella del rapporto tra anziani e giovani. Questo è mancato e auspico che in futuro l'interazione sia più fruttuosa". Il ministro dell'Economia stima poi i costi per il buco creato sulle pensioni. "Abbiamo provveduto a tamponare la falla e gli arretrati da corrispondere ci costano 2,2 miliardi. Poi gradualmente a regime l'intervento sui trattamenti a medio livello ci costerà 500 milioni l'anno a partire dal 2016".

"Da un'uscita della Grecia shock possibili anche per noi" - Parlando poi degli scenari internazionali e nello specifico della possibile uscita della Grecia dall'Euro, il ministro dell'Economia paventa "possibili shock anche per noi". "Il contagio a breve termine non mi preoccupa - spiega Padoan - perché ci sono gli interventi in corso della Bce e il Quantitative easing uno scudo che funziona. Inoltre la situazione italiana è molto più solida rispetto a due tre anni fa".  "Il vero problema - aggiunge - è nel medio periodo. Se ci fosse una Grexit, se Atene abbandonasse l'euro, l'Unione monetaria diventerebbe un animale diverso. Un insieme da cui si può uscire non sarebbe più irreversibile. E questo, nel medio periodo aggiunge una possibilità a quelle che esistono attualmente". "Questo cambierebbe i prezzi, laddove ci fossero tensioni.. Se entriamo in un contesto nel quale c'è una possibilità in più, quella dell'uscita dall'euro, il sistema diventa in generale più fragile e, meno capace di assorbire gli shock".

"Non drammatizzare, ma i tempi sono stretti" - "Io credo - dice ancora Padoan - che il problema del debito greco sia eccessivamente drammatizzato in modo strumentale da tutti, compreso l'Fmi che su questo ha una visione del debito diversa da quella della commissione. Il debito non è il vero problema, è sostenibile con una crescita ragionevole e conti in ordine. I tempi per un accordo sono comunque oggettivamente stretti, credo sia il momento che il governo greco metta sul tavolo proposte credibili e azioni concrete su pensioni, mercato del lavoro e sistema fiscale.

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