Pensioni, la Commissione Ue promuove il decreto del governo

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti
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Nota di Bruxelles dopo la misura con cui il Cdm ha dato il via libera ai rimborsi: bene l'impegno dell’Italia a mantenere gli obiettivi di bilancio per il 2015. Poletti: "Abbiamo rispettato sentenza e tenuta dei conti". Camusso: "Risposta insufficiente"

La Commissione europea promuove l'Italia per il decreto sulle pensioni con cui il governo ha annunciato di voler attuare la sentenza della Corte Costituzionale sul blocco alle indicizzazioni, e ha accolto con favore l'impegno del governo a mantenere gli obiettivi di bilancio per il 2015, pur riservandosi di esprimere un giudizio definitivo solo dopo che il testo ufficiale del decreto sarà disponibile.

Verifica definitiva sul testo ufficiale - "Sulla base degli annunci del governo - si legge in una nota di un portavoce dell'Esecutivo Ue - l'analisi della Commissione del programma di stabilità dell'Italia, basato sulle previsioni economiche 2015, rimarrebbe invariato”. "Una verifica definitiva dell'impatto del decreto sul bilancio sarà fatta - precisa la Commissione - quando il testo ufficiale (del decreto, ndr) sarà a disposizione."

Camusso : "Risposta insufficiente"
- La bocciatura arriva invece dal segretario della Cgil Susanna Camusso che sul decreto dice: "E' una prima risposta che riteniamo non sufficiente e conclusiva" e sottolinea "la distanza tra le cifre prelevate dalla pensione  e quanto restituito".

Poletti: rispettato sentenza e conti pubblici - Intanto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, è tornato a parlare del decreto a margine di un evento a Milano: "Abbiamo cercato di corrispondere a ciò che la sentenza della Corte ci chiede e dall'altra parte alla tenuta della finanza pubblica e alla necessità di un'equità. Abbiamo cercato di contemperare queste esigenze".
Il ministro, quindi, spiega: "Credo che il tema del default sia una cosa molto pesante, certamente la piena applicazione della sentenza senza contromisure di nessun tipo avrebbe sicuramente prodotto dei forti problemi su questo versante. Come ha detto Padoan ieri avremmo interrotto la strada del rientro del debito e avremmo avuto il problema di una manovra economica inevitabile". Invece "abbiamo scelto di non andare su quella strada e di ottemperare alla sentenza della Corte minimizzando i costi della finanza pubblica".

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