Jobs Act, dal primo maggio i nuovi ammortizzatori sociali

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Entrano in vigore la Naspi e l’Asdi, che sostituiscono i sussidi della legge Fornero. Per la disoccupazione, si potrà incassare fino a 1300 euro al mese, fino a 24 mesi. Mancano ancora i decreti ministeriali per attuare la riforma

Vanno in pensione, col primo maggio, Aspi e mini-aspi, introdotti dalla riforma Fornero del 2012. Arrivano Naspi e Asdi. Un coacervo di sigle: proviamo a sintetizzare le novità principali.

Chi può usufruire dei nuovi ammortizzatori? -
La Naspi - acronimo di “Nuova Assicurazione Sociale Per l'Impiego” - è in pratica il sussidio di disoccupazione per il lavoratore dipendente (sono esclusi solo gli assunti a tempo indeterminato delle P.A. e gli operai agricoli) che perde il lavoro in modo ‘non volontario’. Quindi non solo in caso di licenziamento, ma anche in altre ipotesi, come la fine del rapporto a tempo determinato (caso piuttosto frequente) o le dimissioni per giusta causa, fino a fattispecie più specifiche come la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro durante la procedura di conciliazione obbligatoria. Attenzione, però: per poter accedere al sussidio, il lavoratore deve aver versato contributi per almeno 13 settimane nei 4 anni precedenti la perdita del posto. Non sono sufficienti, insomma, pochi e sporadici rapporti a tempo determinato. Inoltre, sorge l’impegno a partecipare ai percorsi di “riqualificazione professionale” proposti dai centri per l'impiego. Pena, la perdita dell'assegno.

Quanto si incassa, e per quanto tempo? -
Il tetto massimo della Naspi è di 1300 euro al mese, ma per i redditi medio-bassi l’assegno sarà di sicuro più magro. Il calcolo si fa sull’ultima retribuzione percepita: se è sotto i 1.195 euro, l’indennità sarà pari al 75% dello stipendio. Se sopra questa soglia, si aggiunge un altro 25% di quanto si guadagnava in più. Il tutto, per un lasso di tempo limitato (il numero delle settimane di contribuzione, diviso per due) e comunque per un massimo di 24 mesi. Terminato il periodo della Naspi, se il lavoratore non avrà trovato ancora un altro impiego, subentrerà l'Asdi, l’Assegno di Disoccupazione.

La sperimentazione dell’Asdi -
E' una misura temporanea, per il solo 2015, pensata per i disoccupati in situazioni di forte difficoltà economica: ad esempio, quelli prossimi alla pensione, o con figli minorenni a carico. Si prenderà il 75% dell'ultimo trattamento Naspi, anche in questo caso con obbligo di partecipare a corsi di formazione e di orientamento.

Cosa cambia e cosa no? -
Rispetto alla legislazione precedente, migliorano per i lavoratori le condizioni di accesso agli ammortizzatori sociali. La platea di chi potrà usufruirne dovrebbe essere più ampia. E anche gli importi percepiti saranno un po’ più elevati. I costi a carico delle imprese restano sostanzialmente invariati. C’è il rischio, però, che la durata dei sussidi sia più limitata rispetto al vecchio regime, soprattutto per i lavoratori con “carriere contributive” più brevi e frammentate.

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