Fmi: la crescita potenziale non tornerà ai livelli pre-crisi

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Secondo il Fondo monetario internazionale le cause della frenata sono l'invecchiamento della popolazione e la lentezza della ripresa nell'accumulo di capitale. E aggiunge: investimenti privati al palo, dal 2008 calati 25%

Non è più tempo di crescita a due cifre, di boom economici. La crisi ha avuto effetti devastanti non solo sull'andamento del prodotto reale ma anche su quello del Pil potenziale che difficilmente tornerà più ai livelli di prima del 2008, almeno nel medio periodo. La diagnosi è del Fondo monetario internazionale, secondo cui "la crescita potenziale nelle economie avanzate probabilmente aumenterà leggermente rispetto ai tassi attuali ma rimarrà al di sotto dei livelli pre-crisi nel medio periodo".

Le cause dello stop - Due i motivi principali, si legge nei capitoli analitici del Rapporto sulle prospettive economiche mondiali: l'invecchiamento della popolazione e la lentezza della ripresa nell'accumulo di capitale. Tutto ciò, avvertono i tecnici di Washington, "porrà nuove sfide ai governi" a partire dalla sostenibilità dei conti pubblici e di tassi d'interesse vicini allo zero. Per questo, è l'avvertimento, "accrescere il prodotto potenziale deve essere una priorità sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti".

Investimenti privati al palo, con crisi calati 25% - Dall'Fmi anche il punto sugli gli investimenti fissi privati, che sono molto calati durante la crisi finanziaria. Una contrazione "sintomo del debole contesto economico" ma legata anche ai vincoli finanziari e all'incertezza politica che ha limitato gli investimenti in diverse economie, soprattutto nel sud dell'Europa. Secondo il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) nelle economie avanzate gli investimenti fissi privati sono calati in media del 25% rispetto alle previsioni pre crisi.

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