Istat: la fiducia dei consumatori è ai massimi dal 2002

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Balzo anche della fiducia delle imprese che nello stesso periodo si porta a a 94,9 punti il livello più alto da tre anni e mezzo. Non decollano però i consumi: a dicembre 2014 le vendite al dettaglio diminuiscono dello 0,2% rispetto a novembre

Dati Istat all'insegna dell'ottimismo. Il clima di fiducia dei consumatori a febbraio mette a segno un balzo attestandosi a 110,9 punti (da 104,4 di gennaio), al top dal giugno del 2002, ovvero quasi da tredici anni. Guardando ai principali eventi accaduti nel corso della rilevazione, si va dall'elezione del presidente della Repubblica (lo speciale) ai dati positivi sull'occupazione.


Anche per le imprese, l'indice è in ripresa e sale al massimo dal giugno del 2011 (quando fu pari a 96,6).

Istat: a febbraio migliora clima fiducia consumatori e imprese - L'Istat rileva che i giudizi dei consumatori migliorano sia con riferimento all'attuale situazione economica del Paese (a -73 da -101, il saldo), sia per quanto riguarda le attese (a 23 da -3, il saldo). Il saldo dei giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi mostra una diminuzione a -27 da -22 e quello delle attese per i prossimi 12 mesi conferma questa tendenza (a -33 da  -31, il saldo). Migliorano decisamente le aspettative sulla disoccupazione (a 10 da 40, il saldo).
Riguardo le imprese, migliora il clima di fiducia di quelle dei servizi di mercato (a 100,4 da 94,9), del commercio al dettaglio (a 105,3 da 99,4) e della  manifattura (a 99,1 da 97,6), mentre scende lievemente quello delle imprese di costruzione (a 76,6 da 77,4).

Consumi, a dicembre vendite dettaglio -0,2% mensile - I consumi, però, non decollano: a dicembre scorso, le vendite al dettaglio - rileva l'Istat - diminuiscono dello 0,2% rispetto a novembre. Rispetto a dicembre 2013, c'è stato invece un aumento dello 0,1% grazie al valore delle vendite di prodotti alimentari (+0,8%) mentre quello dei prodotti non alimentari hanno un calo dello 0,3%. Nell'intero anno 2014 le vendite registrano una variazione tendenziale negativa dell'1,2%, sintesi di flessioni dell'1,1% per i prodotti alimentari e dell'1,2% per i prodotti non alimentari.

Lavoro: retribuzioni gennaio +0,7%, su anno +1,1% - Ultimo dato, quello relativo alle retribuzioni contrattuali orarie, che a gennaio sono salite dello 0,7% rispetto a dicembre. Lo rileva l'Istat, spiegando come l'aumento sia dovuto ai miglioramenti economici previsti dai contratti di lavoro in vigore, che di solito scattano proprio ogni inizio d'anno. Tuttavia su base tendenziale l'indice sale solo dell'1,1%, mantenendosi vicino ai
minimi.

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