Ue, ok a piano Juncker. Renzi: "Primo passo verso crescita"

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Dal Consiglio europeo arriva il via libera al fondo per gli investimenti che avrà lo scopo di mobilitare 315 miliardi di euro nel 2015-2017. Il presidente della Commissione a Sky TG24: "Ho fiducia nel governo italiano"

L'Europa segna un nuovo traguardo sulla strada della crescita e dà il via libera al piano di investimenti di Jean Claude Juncker. Un "primo passo, non certo l'ultimo, ma buono" secondo il premier Matteo Renzi, soddisfatto del riferimento alla flessibilità che "per la prima volta" l'Europa lega agli investimenti, nero su bianco. E nonostante i margini per la spesa non si allarghino di molto, perché la Germania agita il moloch del Patto di stabilità e ribadisce che non si cambia, l'Europa può andare avanti con quello che anche per il presidente della Bce Mario Draghi è un passo avanti importante per ridare fiducia nell'Eurozona.
Intanto lo stesso Juncker, in un’intervista esclusiva a Sky TG24, garantisce: “Ho fiducia nel governo Renzi” (VIDEO INTEGRALE).


Piano per mobilitare 315 mld di euro
- Il piano Juncker crea un nuovo fondo per gli investimenti strategici (Efsi) con lo scopo di mobilitare 315 miliardi di euro nel 2015-2017. I Paesi possono contribuire, anche se finora nessuno si è impegnato a farlo, perché tutti vogliono prima vedere i dettagli (soprattutto il tipo di progetti che saranno finanziati) e la Commissione li presenterà a gennaio. Ma se volessero contribuire, la Ue "prende nota della posizione favorevole" indicata dalla Commissione verso i contributi dei Paesi, "necessariamente in linea con la flessibilità" esistente, chiarisce il testo di conclusioni del vertice europeo, frutto di un compromesso tra Paesi più rigidi e quelli che cercano un'applicazione più morbida delle regole.

Il nodo della flessibilità - Qualcuno, spiega Renzi, voleva addirittura togliere il riferimento alla flessibilità. Juncker circoscrive ancora di più quel riferimento: si applica solo se, a causa del contributo al piano, un Paese si ritrovasse in violazione del Patto. Ovvero: se un Paese già lo viola per altri motivi, questo non impedirebbe alla Commissione di aprire una procedura, come le regole prevedono. I contributi nazionali al fondo previsto dal piano Juncker "devono avvenire nell'ambito delle regole del Patto di stabilità, con la flessibilità prevista", sottolinea Angela Merkel nella conferenza stampa alla conclusione del vertice europeo.

Draghi: Bce accoglie con favore piano Juncker
- La Bce, spiega Draghi, "accoglie con favore il piano Juncker" che può "contribuire ad aumentare la fiducia nella zona euro" e può essere "molto efficace" a tre condizioni: attuazione rapida, investimenti con elevato ritorno e opportunità per spingere le riforme strutturali.

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