Jobs Act, il 24 dicembre i decreti attuativi

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Modifiche all'art. 18, estensione degli ammortizzatori sociali, contratto a tutele crescenti. Sono alcune delle novità della delega pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Il 19 Poletti incontra le parti sociali, Renzi annuncia Cdm per la vigilia di Natale

Modifiche all'articolo 18, estensione degli ammortizzatori sociali, nuove regole per il trattamento di disoccupazione, introduzione del contratto a tutele crescenti e superamento delle collaborazioni coordinate e continuative. Sono alcune delle novità contenute nella delega sul lavoro (il cosiddetto Jobs act) in vigore da oggi 16 dicembre.

Decreti attuativi nel Cdm del 24 dicembre - L'obiettivo del governo, ora è approvare entro dicembre i primi decreti attuativi a partire da quelli sul contratto a tutele crescenti e sulla nuova Aspi. Per questo, il Ministro del Lavoro Poletti, ha convocato per la mattina di venerdì 19 dicembre a Palazzo Chigi una riunione con le organizzazioni sindacali e le associazioni dei datori di lavoro, proprio sull'attuazione della legge delega, mentre Renzi annuncia che i decreti per il Jobs Act approderanno nel Consiglio dei ministri del 24 dicembre.

Ecco in sintesi cosa prevede il provvedimento:

Contratto a tutele crescenti per neoassunti - Arriva il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio per tutti i neoassunti. Cambia l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori con la possibilità di reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamenti illegittimi limitata solo a quelli nulli e discriminatori e a "specifiche fattispecie" di quelli disciplinari (legati al comportamento del lavoratore). Saranno i decreti delegati a stabilire quali saranno queste fattispecie. Sui licenziamenti per motivi economici (esigenze aziendali) giudicati ingiustificati sarà previsto solo l'indennizzo. Se i decreti arriveranno entro dicembre il nuovo contratto potrà usufruire degli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità per le assunzioni fatte nel 2015.

Riordino forme contrattuali - L'obiettivo al quale si vuole arrivare con il contratto a tutele crescenti è di farne la modalità normale di assunzione sfoltendo le decine di forme contrattuali e le norme esistenti. Si punta alla creazione di un testo organico di disciplina delle varie tipologie contrattuali e al "superamento" delle collaborazioni coordinate e continuative.

Mansioni flessibili e controlli a distanza - Si rivede la disciplina delle mansioni in caso di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale con l'interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità  e delle condizioni di vita, prevedendo limiti alla modifica dell'inquadramento. Il passaggio da una mansione all'altra diventa più semplice (con la possibilità anche di demansionamento). Viene rivista anche la disciplina dei controlli a distanza con la possibilità di controllare impianti e strumenti di lavoro.

Riforma cassa integrazione - Sarà impossibile autorizzare la cig in caso di cessazione "definitiva" di attività aziendale. L'obiettivo è di assicurare un sistema di garanzia universale per tutti i lavoratori con tutele uniformi e legate alla storia contributiva del dipendente. Saranno rivisti i limiti di durata del sussidio (adesso il tetto è di due anni per la cassa ordinaria e di quattro per la straordinaria) e sarà prevista una maggiore partecipazione da parte delle aziende che la utilizzano. Si punta alla riduzione delle aliquote di contribuzione ordinarie (ora all'1,9% della retribuzione) con la rimodulazione delle stesse tra i settori in funzione dell'effettivo impiego.

Riforma dell'Aspi - La durata del trattamento di disoccupazione dovrà essere rapportata alla "pregressa storia contributiva" del lavoratore con l'incremento della durata massima (per ora fissata a 18 mesi a regime nel 2016, ndr) per quelli con le carriere contributive più rilevanti. Si vuole estendere l'Aspi ai collaboratori fino al superamento di questo tipo di rapporto di lavoro. Per le persone in situazione di disagio economico potrebbe essere introdotta dopo la fruizione dell'Aspi una ulteriore prestazione eventualmente priva di contributi figurativi.

L'Agenzia nazionale per l'impiego - Si istituisce inoltre un'Agenzia nazionale per l'impiego e si punta a semplificare e razionalizzare le procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro al fine di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese. L'obiettivo è svolgere tutti gli adempimenti per via telematica.

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