Padoan: "Segni di ripresa ma sono ancora deboli"

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"L'Europa si trova a un bivio: strisciare su un sentiero di non crescita o prendere decisioni importanti", afferma il ministro. Poi si dice preoccupato per la deflazione e aggiunge: "Nessuno ha la bacchetta magica"

I segni di ripresa sono ancora deboli e la dinamica dei prezzi preoccupa: l'Europa si trova a un bivio, "strisciare su un sentiero di non crescita, o prendere decisioni importanti" e provare a far ripartire l'economia. Pier Carlo Padoan interviene così nell'aula del Senato in occasione della conferenza degli organi parlamentari specializzati in affari europei. Il ministro dell'Economia, rivolgendosi ai rappresentanti dei 28 paesi dell'Unione, ribadisce che "oggi la Ue fatica ad uscire da una recessione prolungata, con segni di ripresa che ci sono ma sono ancora deboli" e invita l'Europa "a mettere al centro delle sue politiche la crescita e l'occupazione".

"Nessuno ha la bacchetta magica" - Quanto agli strumenti da mettere in campo per far cambiare direzione all'Unione, Padoan ripete che "nessuno ha la bacchetta magica", ma torna ad indicare il mix di politiche di bilancio e di riforme strutturali che potrebbero rimettere benzina nel motore dell'economia europea.
Insomma, l'Europa si trova di fronte ad un bivio, secondo il ministro dell'Economia: "continuare a strisciare in un sentiero di crescita non sufficiente, oppure prendere decisioni importanti per imboccare sentieri di crescita più sostenuti".
Ad esempio, ribadisce, la Ue deve realizzare una maggiore "unione del mercato dei capitali e forme concrete e realizzabili di unione fiscale, che implicano cessioni importanti di sovranità".
Questi temi - aggiunge - "sono indispensabili per dare una prospettiva credibile del benessere e dell'occupazione in Europa".

"Rischio defalzione" - Tra le ricette per riprendere il cammino della crescita "bisogna anche riprendere gli investimenti, che sono calati dovunque in assenza di stimoli efficienti. Riprendere gli investimenti coglierebbe più di un obiettivo: darebbe stimolo alla domanda, stimolerebbe l'offerta e permetterebbe di sfruttare le opportunità offerte da una politica di riforme strutturali diffuse".
Ma la mancata crescita e la situazione drammatica del lavoro ("in Europa c'è una scarsissima capacità di creazione di posti di lavoro") non sono le uniche questioni aperte: Padoan mette anche in guardia dal rischio deflazione.
"Oggi c'è sia una carenza di domanda che di offerta in Europa - dice - e questo lo si vede facilmente anche guardando all'andamento molto preoccupante della dinamica dei prezzi, che ci fa ballare pericolosamente sul sentiero della possibile deflazione. Il che - conclude - sarebbe un ulteriore elemento di problematicità per una politica di creazione di posti di lavoro".

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