Mario Draghi: "Bce potrebbe acquistare titoli di Stato"

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Tra le misure non convenzionali prospettate dal presidente dell'Eurotower anche l'acquisizione di bond sovrani. Ma avverte: "Ripresa potrebbe risentire di sforzi per il risanamento dei conti". Chiusura in positivo per tutte le Borse europee

Tra le nuove misure non convenzionali che la Bce potrebbe prendere se la situazione lo richiedesse, c'è anche "l'acquisto di bond sovrani": lo ha ribadito il presidente della Bce Mario Draghi nel corso di un'audizione al Parlamento Ue. Parole che hanno risollevato le borse del VeCchio Continente, dopo il segno negativo della mattina causato dalle notizie sulla recessione giapponese. Tutti i listini europei chiudono quindi con il segno positivo, con Madrid e Milano che registrano le performance migliori.

Primi effetti positivi da misure espansive
- Draghi ha inoltre sottolineato che ulteriori misure "potrebbero includere modifiche alla dimensione e alla composizione al bilancio dell'Eurosistema, se giustificato, per raggiungere la stabilità dei prezzi nel medio termine". Nel frattempo - ha sottolineato il numero uno della banca centrale - il pacchetto di misure espansive già varate sta restituendo i primi effetti positivi, anche se Francoforte resta in guardia contro possibili rischi al ribasso dell'outlook sull'inflazione.

Risanamento conti rischia di rallentare ripresa
- Per quanto riguarda la situazione economica nell'Eurozona, Draghi ha affermato che "le nostre previsioni per una ripresa moderata nel 2015 e nel 2016 restano valide in quanto la domanda dovrebbe essere supportata da diversi fattori, tra cui la politica monetaria e progressi nel consolidamento dei conti e nelle riforme strutturali in alcuni paesi."  Proprio però riguardo al consolidamento dei conti in atto, Draghi ha spiegato che "il risanamento in corso è necessario ma può probabilmente limitare la ripresa," così come l'alto livello di disoccupazione e la sottoutilizzazione delle capacità industriali.

"Politica monetaria non può fare da sola, servono riforme" - "Il 2015 dovrà essere l'anno in cui tutti gli attori dell'area euro, dai governi alle istituzioni europee, dovranno avviare una consistente strategia comune per riportare le nostre economie in carreggiata" ha poi sottolineato il presidente della Bce, spiegando che "là politica monetaria non è in grado di farlo da sola". Per questo "è urgente concordare degli impegni a breve termine per le riforme strutturali negli stati membri, per un'applicazione conseguente del Patto di Stabilità e Crescita, per una posizione aggregata sui bilanci, per una strategia degli investimenti e per lanciare un lavoro con una visione a lungo termine per un'ulteriore cessione di sovranità che assicuri un sostenibile e buon funzionamento dell'Unione europea".

Draghi su Euro: "Bce non ha poteri legislativi" - Rispondendo poi a una domanda di un deputato riguardo al ruolo della moneta unica nella crisi Draghi ha affermato che "tutti sappiamo che serve più crescita, ma pensate davvero che la zona euro non cresce a causa dell'euro?". A un deputato del M5S che inoltre gli chiedeva se la Banca centrale europea ha intenzione di rendere possibile l'uscita dall'euro, oggi non prevista dai Trattati Draghi ha ricorda che la Bce "non ha potere legislativo e non può autorizzare i Paesi a stare nell'euro o a lasciarlo". Il capo della Bce ha quindi rbadito che "l'euro è irreversibile e la Bce farà tutto quello che può all'interno del suo mandato" per preservarlo.

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