Fiat scorpora Ferrari, lo sbarco a Wall Street entro il 2015

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Il 10% del Cavallino sarà quotato anche su un mercato europeo (da svelare). Il primo cda di Fca a Londra vara anche un prestito “convertendo” da 2 miliardi. Il mercato apprezza (+13% a Piazza Affari) nonostante una trimestrale poco brillante

Dopo tante smentite, alla fine lo scorporo della Ferrari dal gruppo Fiat Chrysler è stato accolto quasi con sorpresa, sui mercati: e l'exploit del titolo Fca sta lì a dimostrarlo. Che il Lingotto volesse valorizzare uno dei suoi gioielli più cristallini, uno dei marchi più riconoscibili nel mondo, il Cavallino rampante appunto, era chiaro da mesi, ma modi e tempi - particolari affatto secondari - avevano scatenato una ridda di ipotesi.

Lo scorporo - E Fiat Chrysler, col primo consiglio d'amministrazione nella nuova sede fiscale di Londra, ha ufficializzato quanto era nell'aria da tempo, da ben prima del recente avvicendamento alla presidenza tra Montezemolo e l'amministratore delegato del gruppo Marchionne: la Ferrari (attualmente controllata al 90% da Fiat), sarà scorporata, e il 10% della società di Maranello sarà quotato in borsa, a Wall Street e in un'altra piazza europea ancora da svelare. Lo scopo dell'operazione è molto apprezzato dal mercato: estrapolare il valore intrinseco del marchio Ferrari dal resto delle attività di Fca, per trarne il massimo profitto e crescere soprattutto sui mercati asiatici, la stessa logica, di fondo, che fu alla base della divisione tra Fiat auto e Fiat industriale a inizio 2011.


Varato prestito “convertendo” da 2 miliardi - Inoltre, la Fiat ha anche annunciato una obbligazione "convertendo" (cioè convertibile in azioni alla scadenza del prestito) per circa 2 miliardi di euro. Una cifra da sommare ai 750 milioni che gli esperti stimano per il 10% di Ferrari da collocare sul mercato, anche se Marchionne fa intuire valori maggiori quando dice "Credo ne saremo positivamente sorpresi". In totale, fanno quasi 3 miliardi di soldi freschi che Marchionne si appresta a raccogliere.

Il mercato apprezza - "Il mercato oggi guardava soprattutto all'ipotesi aumento di capitale, di cui si era tornati a parlare di recente - commenta Vincenzo Longo di Ig -, ed è rimasto abbastanza spiazzato dall'annuncio sullo spin-off Ferrari, atteso sì ma non in questa fase. Sono questi i due elementi che hanno spinto in alto il titolo Fiat (+13% a 8,62 euro): il valorizzare finalmente il marchio più conosciuto a livello mondiale, e il lancio del 'prestito convertendo' da 2,5 miliardi di dollari, che fa accantonare l’ipotesi di aumento di capitale, ipotesi che aveva frenato il titolo negli ultimi tempi. Il mercato - conclude Longo - apprezza molto entrambe le notizie uscite dal consiglio d’amministrazione di Londra, molto più dei conti trimestrali pubblicati contestualmente: quelli non hanno brillato".

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