Bankitalia: Fininvest deve cedere il 20% di Mediolanum

Silvio Berlusconi
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Per effetto della condanna nel processo Mediaset, Berlusconi ha perso alcuni dei "requisiti di onorabilità" previsti dalla legge per poter controllare una banca. Così, dovrà rinunciare a parte consistente della sua quota nell'istituto di credito

di Vittorio Eboli

Un altro effetto della sentenza di condanna di Silvio Berlusconi nel processo per i diritti tv Mediaset.  Avendo perso alcuni dei "requisiti di onorabilità" previsti dalla legge per poter controllare una banca, l’ex Cavaliere dovrà rinunciare a parte consistente della sua quota in Mediolanum.

Bankitalia e Ivass (l’autorità di controllo del settore assicurativo, operando Mediolanum anche in questo business) hanno infatti disposto che la Fininvest debba dismettere una fetta della sua partecipazione in Mediolanum, quella che eccede il 9,9%, in conseguenza delle disposizioni del testo unico bancario (articoli 24 e 25).

Si tratta di un pacchetto molto cospicuo, circa il 20% (valutato circa 760 milioni), visto che la holding della famiglia Berlusconi, secondo l'ultima assemblea di bilancio, risulta detenere una quota del 30,15%. L'altro socio fondatore, Ennio Doris, ha il 29,73%, mentre la moglie Lina Tombolato è al 6,75%. La cessione potrà avvenire anche mediante il conferimento in un trust, un "fondo fiduciario", per poi arrivare alla successiva alienazione a terzi, entro 30 mesi dalla data dell’istituzione del trust.

Nella sua nota ufficiale, Fininvest spiega che su questa quota eccedente sono sospesi i diritti di voto; quindi, come ulteriore conseguenza, viene meno anche l'efficacia del ‘patto di sindacato’ con l'altro socio forte Ennio Doris.  Fininvest "riunirà il consiglio di amministrazione per esaminare il provvedimento delle autorità e deliberare su questa misura, e per adottare le misure necessarie anche tenuto conto delle caratteristiche e dell'entità della partecipazione in oggetto, e della rilevanza di Mediolanum Spa per il mercato, per i suoi clienti e per i suoi azionisti" conclude la nota emessa su richiesta della Consob.

Mediolanum, a sua volta, si dice tranquilla perché la consistente quota della famiglia Doris assicura la stabilità del gruppo. Mediolanum "mantiene e persegue la sua stabile e consolidata presenza nel mercato, forte della garanzia e della continuativa partecipazione della famiglia Doris, che detiene oltre il 40% delle azioni" si legge in una nota della società. Peraltro, i primi commenti degli analisti ipotizzano proprio un maggior impegno di Doris: per la casa d’affari Intermonte, la quota in uscita da Fininvest "potrebbe essere riassorbita dai membri della famiglia Berlusconi o, in parte, dallo stesso Doris", mentre gli esperti di Equita si spongono a prevedere questa parte in un 5% massimo.
Negativa la primissima reazione del titolo Mediolanum a Piazza affari, con un calo più marcato rispetto a quello dell’indice milanese.

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