Algoritmi e nuove funzioni, ecco come cambierà Twitter

Il logo di Twitter (Getty)
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Tra le novità annunciate dalla società anche un sistema per filtrare i contenuti che gli utenti vedono sulla propria timeline. E mentre negli Usa è stato introdotto il tasto “buy”, gli utenti si lamentano: così la piattaforma rischia di “copiare” Facebook

di Raffaele Mastrolonardo

La timeline è mia e la gestisco come ritengo più opportuno. A molti utenti Twitter piace così, un flusso senza filtri nel quale scorrono i contenuti di coloro che hanno deciso di seguire.
Il risultato può essere caotico e soffocante ma è un prezzo da pagare in cambio della garanzia che tutto quello che producono le persone che ci interessano arrivi a noi.
Presto però quest'anarchia organizzata potrebbe cambiare. Lo ha detto il direttore finanziario di Twitter Anthony Noto, secondo il quale la timeline potrebbe subire una mutazione radicale e le informazioni diventare più “curate”, ovvero selezionate da un algoritmo sulla base di criteri di popolarità e rilevanza. Insomma, addio “purezza” (tutto quello che coloro che seguiamo twittano e ritwittano ci viene recapitato) e rischio, secondo alcuni, che Twitter faccia la fine di Facebook dove le informazioni visualizzate sono selezionate da un software secondo parametri poco trasparenti. Anche se alcune ricerche indicano che tra le ragioni principali che allontanano gli utenti da Twitter ci sarebbe l'incapacità di trovare e gestire le informazioni rilevanti.


L'annuncio e le reazioni – A lanciare il sasso nello stagno è stato il direttore finanziario di Twitter Anthony Noto. In una conferenza ha definito l'attuale struttura della timeline – con i contenuti presentati in ordine cronologico inverso - “non necessariamente la più rilevante per l'utente”. E ha ventilato la possibilità di “interventi incrementali” per “mettere quel contenuto di fronte a quella persona in quel momento”, definendo questo “un modo per organizzare meglio” l'informazione. In molti casi, l'idea ha però ricevuto un'accoglienza tutt'altro che benevola.
Qualcuno ha chiamato l'eventuale mossa addirittura come “suicida”. Altri l'hanno definita un non senso, altri ancora hanno fatto notare notare come in realtà un filtro ci sia già: quello, tutto umano, della comunità dei cinguettatori, sempre meglio – dice uno – di un “gruppo di persone a San Francisco”.


Rischio Facebook – La risposta più articolata è arrivata da Zeynep Tufekci, sociologa e studiosa dei social media, che tempo fa aveva osservato come proprio la presenza di un algoritmo che filtra i contenuti renda Facebook meno adatto a far emergere notizie rilevanti.
Per esempio, gli eventi di Ferguson che sul sito di Mark Zuckerberg hanno avuto un'eco inferiore e meno tempestiva rispetto a quanto accaduto sulla piattaforma rivale. Secondo la ricercatrice, l'introduzione di un algoritmo rischierebbe di “troncare” quell'abilità “magica” che il sito di microblogging ha di fare emergere contenuti inaspettati e che dipende dal fatto che “il network permette agli umani di esercitare il proprio libero giudizio sul valore di un contenuto senza distorsione da parte di un programma software”.
Il timore di Tufekci è che, seguendo la strada indicata da Noto, la piattaforma diventi più facile da usare per i nuovi utenti ma perda una caratteristica importante: il fatto di essere una fonte potenziale di informazioni prima sconosciute. “Un algoritmo – scrive - può forse far emergere contenuti garantiti, ma non può far emergere contenuti inaspettati, diversi e a volte strani proprio per il fatto di essere un algoritmo: conosce solo quello che conosce già”


I mercati gradiscono – Da metà agosto, invece, il sito di microblogging permette che sulle timeline compaiano anche i messaggini che siano stati “favoriti” dalle persone seguite da un utente. Fino ad ora questa azione, portata avanti attraverso il clic su una stella che compare nei cinguettii, restava a conoscenza di chi la eseguiva e dell'autore del tweet in questione. Anche questa novità ha provocato reazioni negative.
A conferma però che la direzione sembra proprio quella, la società ha cambiato la sua definizione di “timeline” che ora prevede la possibilità che in essa compaiano anche contenuti scelti sulla base di criteri di rilevanza e popolarità. Tutto è pronto per la rivoluzione, insomma.
E se gli utenti sono arrabbiati, come è stato notato, i mercati sembrano invece gradire la strada imboccata dall'azienda.
Negli ultimi mesi il titolo ha ripreso a salire dopo un periodo di discesa e stasi. Dopo tutto, come era stato osservato da un'indagine di Deustche Bank, le ragioni principali per cui gli utenti abbandonano la piattaforma hanno a che fare con l'incapacità di trovare e gestire le informazioni rilevanti. E proprio su questo aspetto la società sembra voler intervenire. Dietro le novità, insomma, ci sarebbero ragioni economiche.



Acquisti a 140 caratteri – Le stesse ragioni, in fondo, spingono il social network a cercare nuovi flussi di entrate. L'8 settembre il sito ha annunciato il varo del bottone “Buy” (“compra”), che comparirà in alcuni cinguettii di aziende partner e permetterà all'utente di procedere all'acquisto di un prodotto direttamente dalla piattaforma. Per ora la nuova funzionalità sarà disponibile, dice l'azienda, solo per una piccola percentuale di utenti americani e solo da mobile. L'obiettivo è però estendere l'opportunità sul desktop e fuori dai confini Usa. La strategia, infatti, è in piedi da tempo e ha ricevuto un'accelerazione dopo l'assunzione a capo della divisione e-commerce dell'ex amministratore delegato di Ticketmaster.

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