Bce: la ripresa perde slancio. Draghi: servono investimenti

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Secondo il bollettino mensile, il governo italiano potrà incontrare difficoltà a "centrare l'obiettivo di un deficit di bilancio pari al 2,6% del Pil nel 2014". Crescita Eurozona più debole del previsto. Nuova apertura a "strumenti non convenzionali"

Non c'è ripresa, senza investimenti. A dirlo il presidente della Bce Mario Draghi (VIDEO), secondo cui "il calo degli investimenti nella zona euro dal 2008 è stato molto più severo di altri cicli", e "non vedremo una ripresa sostenibile finché non cambierà". Per Draghi, "un aumento degli investimenti è essenziale" per riportare l'inflazione su, combattere la disoccupazione, rilanciare l'economia. Ma, precisa il governatore, "solo se le politiche strutturali, di bilancio e monetarie procedono di pari passo, l'area dell'euro assisterà al recupero degli investimenti".



Bce: "Rafforzare le politiche di bilancio" - Le parole di Draghi seguono il bollettino della Bce che sottolinea che il livello di attenzione debba restare alto per l'Italia e l'Eurozona in generale. “Restano rischi sulle possibilità del governo italiano di centrare l'obiettivo di un deficit di bilancio pari al 2,6% del Pil nel 2014, soprattutto dopo che il quadro economico è risultato peggiore del previsto" si legge nel bollettino mensile della Bce. "In prospettiva – suggerisce la Banca centrale europea – è importante rafforzare ulteriormente l'orientamento delle politiche di bilancio nazionali al fine di assicurare il rispetto degli obblighi del Patto di Stabilità e crescita, in particolare per quanto riguarda la riduzione del debito delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil".

"In Eurozona ripresa ha perso slancio" - Per quanto riguarda l’Eurozona, l’istituto di Francoforte registra una perdita di slancio della crescita nel terzo trimestre anche “per il peso dell’elevata disoccupazione”. “Nel terzo trimestre la crescita dell'eurozona, secondo gli indicatori disponibili fino ad agosto, perderà slancio e l'espansione proseguirà a un ritmo modesto”, si legge nel bollettino.

"Impatto negativo su fiducia imprese e famiglie" - “I rischi per le prospettive economiche dell'Eurozona continuano ad essere orientati al ribasso”, continua la nota. E la Bce spiega che il rallentamento della crescita potrebbe frenare gli investimenti privati. Rischi geopolitici più accentuati, poi, potrebbero avere un ulteriore impatto negativo sulla fiducia di imprese e famiglie. “Ora occorre chiaramente imprimere slancio agli sforzi compiuti per incrementare la crescita e l'occupazione su base sostenibile nell'area dell'euro”, insiste la Banca centrale europea.

"Necessarie riforme strutturali" - Per l'Istituto di Francoforte, "è necessario intervenire con determinazione sul versante delle riforme strutturali nei mercati dei beni e servizi e del lavoro, nonché agire per migliorare il contesto in cui operano le imprese". "Sul fronte delle riforme strutturali – si legge nel bollettino di settembre – molti Paesi euro hanno compiuto passi avanti importanti mentre in altri Paesi le misure devono ancora essere attuate".

Sì a “strumenti non convenzionali” - E, confermando le parole di Mario Draghi, l’Istituto centrale parla di “strumenti non convenzionali” per affrontare la crisi. “Nel caso di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione – si legge – il consiglio direttivo della Bce è unanime per quanto riguarda l'utilizzo entro il proprio mandato di ulteriori strumenti non convenzionali per affrontare i rischi”.

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