Facebook da record in Borsa: ora vale 200 miliardi

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Il valore delle azioni cresce e il social network raggiunge un nuovo traguardo. Sul mercato vale più di colossi tech come Ibm, Amazon, Oracle ma anche di giganti come Coca Cola o Toyota. Tra le ragioni del boom, i video

di Raffaele Mastrolonardo

Nel maggio del 2012 fu descritto come un debutto senza botto. A distanza di due anni o poco più, lo sbarco di Facebook in Borsa assume tutto un altro aspetto. A renderlo decisamente più attraente ci sono 200 miliardi di dollari, vale a dire la capitalizzazione record raggiunta lunedì scorso a Wall Street quando il titolo ha chiuso a 77,89 dollari ad azione. Il traguardo è simbolico ma non solo. Oggi, con buona pace degli scettici della prima ora, il lsocial network vale più di tradizionali colossi tecnologici come Ibm, Oracle o Intel e batte anche storiche icone del capitalismo americano come Coca Cola. A trainare le performance del social network sono i positivi risultati finanziari e il giudizio favorevole del mercato sulle strategie di monetizzazione messe in campo dal management dell'azienda, l'ultima delle quali riguarda i video.

Una corsa iniziata nel luglio 2013 – Mark Zuckerberg, dunque, festeggia. Per dare un'idea dell'impresa, la sua creatura ha superato l'asticella dei 200 miliardi più velocemente di Google, che ha impiegato 3 anni per raggiungere lo stesso valore (dal settembre 2004 all'ottobre 2007). Negli ultimi 12 mesi, come ha notato il Financial Times, l'ascesa in borsa di Facebook è stata più veloce di quella del rivale: 330 % contro 75 %. E dire che gli esordi sono stati zoppicanti. Dopo debutto poco eclatante gli investitori ci hanno messo un po' per dare credito all'azienda: per circa un anno il titolo è rimasto oscillante tra i 20 e i 30 dollari. La corsa vera e propria è cominciata nel luglio 2013 e da allora non si è più fermata.



I numeri - Il mercato sembra credere nell'azienda e i risultati finanziari, al momento, confermano che la fiducia è ben riposta. Nell'ultimo trimestre Facebook ha denunciato 2 miliardi e 910 milioni di entrate e profitti per 791 milioni con un balzo, rispettivamente, del 61% e del 138% rispetto al trimestre precedente. A far ben sperare per il futuro c'è inoltre il fatto che il 62% delle entrate pubblicitarie siano venute dal mobile, un fattore che rende retrospettivamente ancora più credibile per i mercati l'operato di Zuckerberg e degli altri manager dell'azienda. In prossimità dell'ingresso in borsa, infatti, proprio l'aumento dell'utenza mobile era indicato dalla stessa società come uno dei fattori di rischio se non si fossero trovate adeguate strategie di monetizzazione. Due anni dopo la sfida può dirsi vinta.

A tutto video – Come è stato notato, gli analisti sembrano scommettere sulla capacità di Facebook di sostenere questi ritmi di crescita anche grazie all'integrazione delle piattaforme acquisite nel tempo come Instagram e WhatsApp. Nel frattempo, il social network sembra in grado di espandere il suo business in sempre nuovi ambiti, per esempio quello dei video, come dimostra il recente successo virale della campagna Ice Bucket Challenge che ha visto 17 milioni di clip condivise sul social network visualizzate, secondo l'azienda, oltre 10 miliardi di volte da più di 440 milioni di persone. Facebook ha fatto sapere che le visualizzazioni di video sono ormai complessivamente nell'ordine di 1 miliardo al giorno (due terzi di queste da mobile) e sono cresciute del 50% da maggio a giugno. Tra le ragioni dell'impennata, le modifiche all'algoritmo che regola i contenuti nel newsfeed degli utenti in modo da incrementare i passaggi di video per coloro che si dimostrano più interessati a questi contenuti. A conferma della crescente importanza delle immagini in movimento sulla piattaforma, sono arrivati anche i numeri del magazine online BuzzFeed: lo scorso giugno la testata giornalistica ha totalizzato 130 milioni di visualizzazioni di video su Facebook che sono salite del 130% e del 200% nei due mesi successivi.

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