Cgia: l'economia malavitosa vale 170 miliardi all’anno

1' di lettura

Secondo l’ufficio studi dell’organizzazione degli artigiani le regioni più colpite sono Lombardia, Lazio, Campania, Veneto ed Emilia Romagna. E tra il 2009 e il 2013 sono aumentate di quasi il 212% le segnalazioni di riciclaggio

In Italia l'economia criminale vale 170 miliardi di euro all'anno. Lo indica l'ufficio studi della Cgia di Mestre secondo il quale Lombardia, Lazio, Campania, Veneto e Emilia Romagna sono le regioni più "colpite". Un 'Pil' malavitoso, una cifra imponente che, “oltre a derivare da attività illegali, spesso viene riversata sul mercato finendo per inquinarlo e stravolgerlo".

Boom di segnalazioni di riciclaggio - La conferma dell'escalation del giro d'affari in capo alle organizzazioni criminali emerge anche dal numero di segnalazioni pervenute in questi ultimi anni all'Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d'Italia. Si tratta delle operazioni sospette "denunciate" alla Uif da parte di intermediari finanziari (per l'80% banche, ma anche uffici postali, società finanziarie o assicurazioni). Tra il 2009 ed il 2013 sono aumentate di quasi il 212%. Se nel 2009 erano 20.660, nel 2013 hanno raggiunto quota 64.415, anche se va detto che il livello record è stato toccato nel 2012, con 66.855 segnalazioni. L'analisi condotta della Cgia è riuscita a mappare il numero delle segnalazioni di riciclaggio avvenute nel 2013 anche a livello regionale. Le Regioni più "colpite" sono state la Lombardia (11.575), il Lazio (9.188), la Campania (7.174), il Veneto (4.959) e l'Emilia Romagna (4.947). Quasi il 60 per cento delle segnalazioni registrate a livello nazionale è concentrato in queste cinque Regioni.

L’economica criminale vale quanto il Pil del Lazio - "La stima del valore economico prodotto dalle attività criminali - dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia - è il frutto di una nostra elaborazione realizzata su dati della Banca d'Italia. Va ricordato, in base alle definizioni stabilite dall'Ocse, che i dati prodotti dall'Istituto di via Nazionale non includono i reati violenti come furti, rapine, usura ed estorsioni, ma solo le transazioni illecite concordate tra il venditore e l'acquirente, come ad esempio contrabbando, traffico di armi, smaltimento illegale di rifiuti, gioco d'azzardo, ricettazione, prostituzione e traffico di stupefacenti. Detto ciò, queste attività criminali fatturano 170 miliardi all'anno, l'equivalente del Pil di una regione come il Lazio". E prosegue: "Ovviamente le organizzazioni criminali hanno la necessità di reinvestire i proventi delle loro attività illecite nell'economia legale. E il boom di denunce avvenute tra il 2009 e il 2013 è un segnale molto preoccupante. Pur non conoscendo il numero delle segnalazioni archiviate dalla Uif e nemmeno la dimensione economica di quelle che sono state successivamente prese in esame dalla Dia e dalla Polizia Valutaria, abbiamo il forte sospetto che l'aumento delle segnalazioni registrato in questi ultimi anni ci dimostri che questa parte dell'economia nazionale è l'unica che non ha risentito della crisi".

Leggi tutto