Disoccupazione al 12,6%. Italia in deflazione e recessione

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"Occupati scendono a ritmo di oltre mille al giorno". Squinzi: "Drammatico". Poletti: "E' coda di lunga crisi". Migliorano dati sui giovani. Giù l'indice nazionale dei prezzi al consumo: è la prima volta dal '59. Pil negativo anche in secondo trimestre

Torna a salire il tasso di disoccupazione, l'Italia torna in recessione, mentre per la prima volta dal 1959 il nostro Paese entra in deflazione.
Le brutte notizie arrivano dai dati di chi cerca lavoro. A luglio, informa l'Istat, la disoccupazione si è attestata al 12,6%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,5 punti nei dodici mesi. Il dato cancella la flessione registrata il mese precedente e riporta il tasso dei senza lavoro ai livelli di maggio, appena sotto i massimi storici.
In particolare, gli occupati a luglio scendono a un ritmo di oltre 1.000 al giorno. In totale, informa l'Istat, sono 22 milioni 360 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-35 mila) e dello 0,3% su base annua (-71 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,6%, diminuisce di 0,1 punti percentuali sia in termini congiunturali sia rispetto a dodici mesi prima.



Disoccupazione giovanile cala al 42,9% a luglio - Notizie migliori sul fronte della disoccupazione giovanile. Nel mese di luglio i disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono 705 mila. L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all'11,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,1 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 42,9%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al mese precedente ma in aumento di 2,9 punti nel confronto tendenziale.



Poletti: "Dati coda di una lunga crisi" -
I dati diffusi dall'Istat evidenziano come l'andamento del lavoro segua quello altalenante dell'economia. Dopo l'incremento complessivo di circa 100.000 occupati registrati nei mesi di maggio e giugno, a luglio gli occupati calano di 35.000 unità", commenta il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che aggiunge: "Sono gli effetti negativi della coda di una lunga crisi dalla quale il Paese sta faticosamente uscendo, cui si sono aggiunte le turbolenze internazionali che stanno pesando sull'economia di tutti i grandi paesi europei. E' un dato positivo l'aumento del tasso di occupazione giovanile, che a luglio cresce dello 0,6% rispetto al mese precedente".

Squinzi: "Dato drammatico". Bobba a Sky TG24: "Segnali contraddittori" -
"Un dato drammatico, siamo tornati ai punti peggiori. Dobbiamo ritrovare la capacità di trovare lavoro", dice il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi (VIDEO).
"Sono piccoli segnali contraddittori", commenta invece il sottosegretario Bobba a Sky TG24 (VIDEO), "bisogna avere un po' più di respiro e un po' più di tempo per vedere se anche il programma Garanzia giovani, iniziato dal primo maggio, inciderà in modo strutturale".

Italia in deflazione - E intanto, sempre l'Istat informa che l'Italia è tecnicamente entrata in deflazione. Ad agosto, secondo le stime preliminari, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e diminuisce dello 0,1% su base annua (era +0,1% a luglio). 
E' la prima volta che accade dal settembre del 1959, quando però la crescita del Pil del periodo del boom economico era decisamente più alta di quella attuale e avanzava ad un ritmo medio del 5% annuo e proprio nel '59 arrivò al 7%.

Pil: secondo trimestre -0,2% - Ma le brutte notizie per l'economia italiana non finiscono qui. Nel secondo trimestre del 2014 il Prodotto interno lordo si contrae dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. A dare i dati è sempre l'Istat che, per effetti di arrotondamento, ha invece rivisto la stima sul pil tendenziale del 6 agosto da -0,3% a -0,2%. Con il primo trimestre chiuso a -0,1%, il nostro Paese è di fatto in recessione. E per il futuro? "Le previsioni per il terzo trimestre 2014 - si legge - indicano una sostanziale stagnazione dell'economia. La variazione congiunturale del Pil prevista per il terzo trimestre è pari a zero con un intervallo di confidenza compreso tra +0,2% e -0,2%".

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