Confcommercio: 80 euro quasi invisibili. Renzi: sono serviti

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Il presidente Sangalli, commentando i dati di giugno, cita la misura del governo: "Anche se ha mosso qualcosa non è riuscita a provocare uno shock e a stabilizzare la fiducia". Il premier: "La ripresa è come l'estate, prima o poi arriva"

"Il bonus di 80 euro anche se ha mosso qualcosa non è riuscito a provocare uno shock sui consumi e a stabilizzare la fiducia sconfiggendo l'incertezza". Lo afferma il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli commentando i dati delle Icc (indicatori di consumo) di giugno che rilevano una crescita dello 0,4% rispetto allo stesso mese del 2013 e appena dello 0,1% rispetto a maggio.
Pronta la replica del premier Matteo Renzi (VIDEO) che, uscendo da Palazzo Chigi, si è fermato a parlare con i giornalisti. "Per chi dice che gli 80 euro non servono a niente, io penso che 11 milioni di italiani la pensano in modo diverso. Non siamo ancora fuori dalle difficoltà, c'è ancora molto da fare, ma lo faremo con ancor più decisione". Il premier è poi tornato sul tema delle riforme, sottolineando che quella del Senato è storica. "Andiamo avanti con il passo del maratoneta" ma "siamo all'inizio di un cambiamento storico" e "la politica sta  facendo bene la sua parte" . E, con una battuta, paragona la ripresa all'estate: "La situazione è inferiore alle nostre aspettative ma si va nella direzione giusta. Come questa estate, un po' in ritardo, ma arriva". Infine, si dice ottimista che l'accordo sull'Italicum si troverà.



Sangalli a Sky TG24: "80 euro non hanno creato lo shock che serviva" - Alle osservazioni di Renzi controreplica il presidente di Confcommercio Sangalli che, ai microfoni di Sky TG24 ribadisce: "Noi abbiamo detto che il dato positivo era quello dell’occupazione. Poi ci sono altri dati di segno invece negativo. Come una ripresa che non esiste dal punto di vista industriale o i consumi che non vanno. Tutto questo ci fa dire che siamo di fronte a una ripresa fragile e che in questo quadro gli 80 euro hanno mosso qualcosa ma fino a questo momento non ha determinato lo shock dei consumi”.



Permane incertezza per il futuro
- Secondo Confcommercio, "allo stato attuale si conferma il permanere di un quadro economico privo di una precisa direzione di marcia, situazione che dopo un lungo ed eccezionale periodo recessivo non può non preoccupare molto". Secondo l'indicatore consumi di Confcommercio per il mese di giugno, "la cautela nell'interpretare i dati deriva anche dal peggioramento registrato a luglio proprio dal clima di fiducia delle famiglie, il secondo consecutivo, sintomo del permanere di uno stato di disagio caratterizzato dalla dominanza dell'incertezza per il futuro rispetto agli effetti reali di un maggior reddito disponibile".

Cresce domanda servizi, non beni - Nel dettaglio l'indicatore dei consumi di Confcommercio registra una crescita dell'1% della domanda di servizi, mentre la spesa per i beni ha registrato una variazione nulla rimanendo sugli stessi livelli dell'anno scorso. A giugno, variazioni positive rispetto a giugno del 2013 si rilevano per la spesa reale in beni e servizi per le comunicazioni (+3,8%) grazie soprattutto all'acquisto di beni, per i beni e servizi ricreativi (+1,3%) e per gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (+1,1%) settore su cui influisce l'incremento della spesa per gli alberghi. Secondo Confcommercio invece una crescita più contenuta si è registrata per i beni e servizi per la persona (+0,8%) e per gli alimentari, bevande e tabacchi (+0,5%). Una riduzione particolarmente significativa, infine, ha interessato i beni e servizi per la mobilità (-1,1%). Riduzione dei consumi si sono registrate anche per l'abbigliamento e le calzature (-1,1%) e per i beni e servizi per la casa (-0,8%).

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