Alitalia, "da Poste 65 milioni". Lupi: "Ore decisive"

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Secondo indiscrezioni sarebbe stato trovato l'accordo con le banche sull'impegno del gruppo guidato da Caio. Il ministro dei Trasporti: "O il baratro o lo sviluppo, non ci sono altre possibilità". Etihad: "Continua lavoro per risolvere questioni aperte"

Per stringere l'accordo con Etihad non ci saranno tempi supplementari rispetto alla scadenza di fine mese indicata dalla compagnia emiratina per mettere nero su bianco i termini del suo ingresso nel capitale di Alitalia. Lo ha detto il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi dopo il no di alcuni sindacati agli esuberi e al taglio del costo del lavoro posto da Etihad come condizione per investire nella compagnia aerea italiana. "Siamo arrivati alle ore decisive, non ci saranno altri giorni. I tempi erano chiari a tutti", ha detto Lupi a margine di un evento Anas. Sarebbe stato trovato, intanto, l'accordo con le banche sull'impegno di Poste in Alitalia: secondo indiscrezioni, il gruppo guidato da Francesco Caio parteciperà con 65 milioni ad una "midcompany". Etihad, in una nota, fa sapere che "continua a lavorare al fine di risolvere le questioni aperte relative a un possibile investimento in Alitalia".

Lupi: o il baratro o lo sviluppo - "Non ci saranno altre possibilità. Questa è la settimana decisiva - ha avvertito il ministro -  Lo devono sapere tutti, l'alternativa è molto chiara: o baratro o sviluppo".


E ai sindacati dice: inammissibile tira e molla - "Lo dico con chiarezza anche a una parte di sindacati: il 'tira e molla' non è ammesso e ognuno si assuma le proprie responsabilità". Qui, ha aggiunto, "non si tratta di riaprire la discussione ma di chiudere Alitalia, e forse non l'hanno ancora capito".

Negoziati entro fine luglio - L'amministratore delegato di Etihad James Hogan ha detto di voler completare i negoziati entro il mese di luglio. Negli ultimi giorni ha suscitato scalpore il rifiuto di alcuni sindacati di sottoscrivere le intese sul costo del lavoro e gli esuberi pretese da Etihad.

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