Istat: un italiano su dieci vive in povertà assoluta

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Le persone la cui spesa mensile è pari o inferiore alla soglia "di vita minimamente accettabile" sono oltre 6 milioni. Un milione e 206mila in più rispetto all'ultima rilevazione. Sono i dati peggiori dal 2005. Il fenomeno aumenta soprattutto al Sud

In Italia tra il 2012 e il 2013 la percentuale di persone che vive in povertà assoluta è arrivata al 9,9%, pari, a un aumento di 1 milione e 206 mila persone. A dirlo è l'Istat secondo cui oggi i "poveri assoluti" - cioè la cui spesa mensile è pari o inferiore alla soglia "di vita minimamente accettabile" – sono 6,020 milioni, pari a 2,028 milioni di famiglie. Nel 2012 gli individui in questa condizione erano l'8% del totale. Si raggiunge così il record dal 2005, quando è iniziata la diffusione di questa stima.



Fenomeno in aumento al Sud - Il fenomeno, aumentato in particolare nel Mezzogiorno - che conta oltre la metà dei poveri assoluti - colpisce soprattutto le famiglie con figli. Nel caso delle coppie con un figlio la percentuale di poveri in un anno è passata dal 5,9% al 7,5%, con due figli dal 7,8% al 10,9%, mentre nel caso delle coppie con tre o più figli si è passati dal 16,2% al 21,3%. In generale, una persona su dieci è in povertà assoluta, dice l'istituto di statistica.

Stabile l'indice della povertà relativa -
Resta più o meno stabile invece l'incidenza della povertà relativa (per due persone, pari a una spesa mensile di 972,52 euro): nel 2013 era in queste condizioni il 12,6% delle famiglie, contro il 12,7% di un anno prima. Il fenomeno è anche in questo caso più forte al Sud, con un aumento dell'intensità della povertà relativa dal 21,4% al 23,5%.

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