Squinzi: "In Italia sistematico sabotaggio della crescita"

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L'affondo del leader degli industriali contro "l'elefantiaca macchina statale". "Non esiste luogo al mondo che richieda 7 anni per autorizzare un negozio". I disonesti? "Sarò inflessibile". E spiega: "Riformare le regole della contrattazione"

"In Italia il sabotaggio della crescita appare sistematico e va rimediato" se il Paese vuole uscire dalla crisi. Lo afferma il presidente di Confindustria Squinzi spiegando che Confindustria "è impegnata a rivedere le regole della contrattazione: il contratto collettivo dovrà governare questa riforma con scelte funzionali a realizzare una contrattazione aziendale correlata all'andamento economico e alla produttività dell'impresa".

"L'elefantiaca macchina statale" -
"Non esiste luogo al mondo che richieda 7 anni - aggiunge Squinzi - per autorizzare un negozio, 15 anni per un supermercato, 11 per decidere di non autorizzare un rigassificatore, 170 giorni in media per incassare una fattura dalla pubblica amministrazione". Il presidente di Confindustria, che parla di "elefantiaca macchina statale", denuncia anche "conferenze dei servizi, comitati contro gli investimenti, ipertutele ambientali assurde, rigidità sindacali fuori dal tempo e una burocrazia che sembra compiacersi nel rallentare gli investimenti e distruggere i posti di lavoro".

Contro i falsi in bilancio - Nel suo intervento all'assemblea di Federchimica a Milano Squinzi torna a invocare il rispetto delle regole: “Chi non lo fa – dice – deve stare fuori da casa nostra ed io su questo sarò inflessibile". Squinzi si augura poi che il reato di falso in bilancio venga affrontato con la riforma della legge delega fiscale: "I falsi in bilancio non devono esistere. Certo è che se ci fosse una normativa fiscale più semplice, che non si presta ad interpretazioni, sarebbe anche meglio".

“Centralità all'impresa” - Dal numero uno degli industriali anche l'invito a puntare su mobilità sostenibile, salute, ambiente e energia, nuovi materiali, biotecnologie, fabbrica intelligente: “Non a caso – spiega – tutte le economie avanzate si sono dotate di nuovi strumenti di politica industriale, anche in modo molto selettivo". L'obiettivo è dotarsi "di una vera politica industriale che dia centralità all'impresa".

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