Marchionne a Sky TG24: "L'Irap tassa poco intelligente"

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"Se vogliamo rilanciare l'occupazione, non può esserci una tassa che si basa sui dipendenti che hai" dice l'ad di Fiat. Quanto al governo, commenta: "I passi fatti dall'esecutivo sono nella direzione giusta, ma bisognerà fare molto di più"

"L'Irap è qualcosa di inspiegabile a livello internazionale, abbiamo dei vincoli di bilancio ma non è un tassa intelligente". Non usa mezzi termini Sergio Marchionne per esprimere il proprio parere sull'Imposta Regionale sulle Attività Produttive. Intervistato da Sky TG24 a Venezia (qui l'integrale), a margine della giornata conclusiva del workshop del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti, l'amministratore delegato di Fiat precisa che "se vogliamo veramente incoraggiare l'aumento di occupazione nel Paese, non possiamo punire dall'altra parte imponendo una tassa che in effetti viene basata sul numero di dipendenti che ha". 

Marchionne: Ue volti pagina e Italia avrà ruolo importante - Il manager ha tuttavia riconosciuto i passi fatti dal governo. "E' un momento molto strano, non spingiamo - ha detto - I passi fatti dall'esecutivo sono nella direzione giusta, gli diamo tempo di adattarsi, ma bisognerà fare molto di più". Chiede poi all'Europa di voltare pagine: "Non c'è la possibilità di continuare con il discorso tedesco di austerità in conseguenza degli eccessi di bilancio, questa politica ormai non ha più futuro".
Proprio a questo proposito, "il governo italiano avrà un ruolo molto più importante in Europa", anche "considerando la debolezza della posizione francese", di cui andrà a "rimpiazzare il ruolo fondamentale". "Spero che Renzi lo faccia", ha aggiunto Marchionne, sottolineando che due temi su cui puntare solo "crescere, soprattutto per i giovani" e un "aiuto all'industria", perché "l'unica cosa che può far ripartire l'Europa è un impegno industriale".

Infine, alla domanda se verrà ricordato più come il manager che ha portato Fiat in America o il manager che ha portato Fiat fuori dall'Italia risponde: "Spero né l'uno né l'altro. La cosa importante per Fiat era aprirsi nel mondo".

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