Effetto Draghi sui mercati. S&P conferma rating Italia

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Dopo le decisioni della Bce, Piazza Affari si riporta ai livelli più alti dal maggio 2011. Anche lo spread è ai livelli migliori da tre anni. Per Standard & Poor's l'outlook del nostro Paese resta negativo: presto per valutare i programmi del governo

Di Vittorio Eboli

Ottima chiusura di settimana per i mercati europei (specie per quelli italiani), grazie all'onda lunga dell'effetto-Draghi. Uno sprint partito giovedì 5 giugno a seguito delle ultime decisioni della Bce. Piazza Affari, facendo meglio degli altri listini, ha guadagnato l'1,5% e si è riportata sopra 22.200 punti: sono i livelli più alti dal maggio 2011. Anche lo spread, sul mercato obbligazionario, è ai livelli migliori da tre anni a questa parte (a 140 punti), col rendimento del Btp decennale in calo sotto il 2,80% (record dall'introduzione dell'Euro).

Rating confermato per l'Italia - L’agenzia S&P ha confermato il rating del debito pubblico italiano a un non troppo lusinghiero BBB, con outlook - ossia le prospettive - che resta negativo. “Nonostante le intenzioni del governo siano incoraggianti - si legge nella nota dell'agenzia - è troppo presto per valutarne i programmi”. A impedire, per ora, un miglioramento dell'outlook, le basse prospettive di crescita, che "riflettono i progressi solo incerti compiuti dai precedenti tre governi nel riformare il mercato del lavoro domestico e i mercati dei beni, meno flessibili di quelli dei principali partner commerciali dell'Italia”, continua la nota.

Gallo: meno tensioni in Italia, ma restano alcuni problemi - Non c'è stato, insomma, almeno quel miglioramento dell'outlook atteso da molti analisti. Secondo Alberto Gallo di Rbs, "la crescita rimane debole, nel primo trimestre è stata negativa e il raggiungimento dello 0,8% previsto dal governo diventa molto difficile. Con le nuove misure della Bce e l'abbassamento dello spread ci sono meno tensioni in Italia, ma il profilo del Paese soffre di alcune riforme che sono ancora da fare e del problema non ancora interamente risolto delle sofferenze bancarie".

I dati sull'occupazione Usa - Resi noti anche i dati sull'occupazione americana. Creati a maggio 217mila nuovi posti di lavoro, in calo rispetto ai 288mila di aprile, ma in linea con le attese di mercato, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 6,3%. L'economia americana, in questi ultimi anni, ha riassorbito gli oltre 8,7 milioni di posti di lavoro persi durante la recessione (il cui inizio viene convenzionalmente fissato al settembre 2008, col fallimento della Lehman Brothers, e la cui fine si data al quarto trimestre 2009, col Pil di nuovo in positivo). Numeri che piacciono a Wall street: la borsa americana ritocca i massimi storici fissati solo poche sedute fa.

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