Alitalia, ok del cda per chiudere la trattativa con Etihad

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Il consiglio d’amministrazione della compagnia italiana ha promosso l’ultima proposta arrivata da Abu Dhabi e dato mandato ai suoi vertici di concludere l’affare. Due i nodi principali da sciogliere: ristrutturazione del debito e accordo sugli esuberi

Alitalia-Etihad al rush finale. Il consiglio di amministrazione della compagnia italiana ha promosso l'ultima proposta arrivata da Abu Dhabi e dato mandato ai vertici di chiudere con la compagnia emiratina. L'attenzione si sposta ora sui due maggiori scogli da superare: la ristrutturazione del debito, su cui restano ancora nodi, e gli esuberi, su cui va trovato un accordo con i sindacati. Che sono stati convocati per la prossima settimana per riprendere un confronto rimasto sospeso da tempo e mai entrato nel merito della richiesta di Etihad. Soddisfatto dell'esito del cda il ministro dei trasporti Maurizio Lupi, che chiede ora di andare "avanti speditamente".

Cda durato cinque ore - In una riunione durata circa cinque ore, il board di Alitalia ha esaminato la lettera inviata da Etihad il 2 giugno scorso ed espresso apprezzamento per la proposta della compagnia emiratina, delegando il presidente Roberto Colaninno e l'amministratore delegato Gabriele Del Torchio a proseguire le trattative finalizzate alla stesura di un accordo definitivo. Il cda ha anche convocato un nuovo consiglio per venerdì 13 giugno per l'approvazione del bilancio 2013, che passerà poi al vaglio dell'assemblea in programma il 29 giugno in prima convocazione e il 25 luglio in seconda. I vertici di Alitalia hanno ora il compito di chiudere al più presto, insieme ad Etihad, i vari dossier aperti per poter arrivare alla stesura dell'accordo definitivo entro la fine del mese.

Il nodo banche - In particolare, resta aperto il nodo del debito, su cui è "ancora in corso" la trattativa con le banche (Intesa, Unicredit, Mps e Popolare di Sondrio), come confermato dal presidente del collegio sindacale di Alitalia, Tommaso Di Tanno. La soluzione su cui si sta lavorando per la rinegoziazione dei 565 milioni di debito chiesti da Etihad, prevede la cancellazione di un terzo e la conversione dei restanti due terzi. Ma sarebbe poco gradita alle banche più piccole (Mps e Popolare di Sondrio, entrambe esposte per circa 90 milioni). Mentre un passo avanti ufficiale lo ha fatto Unicredit (anche azionista con 12,99%), il cui cda ha dato mandato ai vertici per finalizzare l'intesa con Etihad. Intesa, invece, fa sapere che sosterrà Alitalia se l'accordo con Ethiad sarà legato a un piano industriale "importante" ritenuto valido anche dai sindacati, ha detto il numero uno dell'istituto Carlo Messina.

La trattativa con i sindacati - La vera novità è invece l'avvio, dopo una lunga attesa, della trattativa con i sindacati, che non hanno incontri formali con l'azienda da oltre un mese, dal 29 aprile scorso. Giovedì 12 giugno le parti torneranno al tavolo per capire come gestire gli esuberi chiesti da Etihad, che dovrebbero essere circa 2.500. I sindacati hanno già fatto sapere che non accetteranno licenziamenti e faranno di tutto per gestire gli esuberi con contratti di solidarietà e cig a rotazione come già fatto con l'ultimo accordo.

Il futuro di Malpensa - Intanto si lavora anche per risolvere altre questioni legate all'intesa con Etihad, come il futuro di Malpensa. Il ministro Lupi ha chiesto di smetterla con gli allarmismi e rassicurato il governatore della Lombardia Roberto Maroni e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, annunciando un incontro "quanto prima" per illustrare nel dettaglio il piano industriale, che - assicura il ministro - prevede un rilancio dello scalo milanese. La prossima settimana, giovedì, Lupi incontrerà anche il commissario Ue Siim Kallas per un nuovo round su Alitalia.

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