La svolta in stile Fed della Banca centrale europea

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Draghi inaugura una politica più interventista per rilanciare l’economia reale e allontanare il rischio di stagnazione. Tra le misure, anche nuovi prestiti alle banche. Buona reazione di mercati e Fmi, con indici azionari in rialzo e spread in discesa

di Vittorio Eboli

Ancora una "svolta di giugno", per la Bce targata Draghi: come accadde all’inizio dell'estate del 2012, quando il governatore dell’Eurotower pronunciò la famosa frase del “pronti a tutto per salvare l’Euro e credetemi basterà”. Si era ancora nel pieno della crisi degli spread e dell'attacco speculativo su Italia e Spagna e c’era da raffreddare i bollenti spiriti sui mercati finanziari. Ora, due anni dopo, c’è da rilanciare l’economia reale e allontanare il rischio di stagnazione, con una crescita allo “zero virgola” per chissà quanto tempo accompagnata dallo spauracchio della deflazione. Mario Draghi ha quindi deciso di mettere mano all'arsenale pesante, mettendo in campo tutte le armi a disposizione della Bce e inaugurando di fatto una politica più interventista, quasi in stile Fed americana.

Quattro gli obiettivi da inseguire: rilanciare l’economia e il Pil, migliorare il credito dalle banche a famiglie e imprese, raffreddare il super-Euro e spingere un po' di inflazione.
Quattro anche le aree di intervento:
- il costo del denaro è tagliato allo 0,15%, dallo 0,25% precedente: è un nuovo minimo storico ma è una misura ampiamente prevista, con una efficacia probabilmente limitata;
- i depositi delle banche presso l'istituto centrale passano in negativo, al -0,10%. Si cerca così di scoraggiare questo parcheggio e invogliare le banche a immettere quei soldi nel circuito dell’economia reale;
- pronti nuovi prestiti a lungo termine per il sistema bancario, come quelli di fine 2011-inizio 2012, ma stavolta vincolati alla concessione di credito a famiglie e imprese, visto che i quasi mille mld dei due primi Ltro sono stati usati dagli istituti per fare trading e migliorare i propri bilanci;
- infine, l'elemento di maggiore novità: l’acquisto di titoli e asset con l’immissione di ulteriore liquidità, in stile Fed. Una svolta attesa da molti e già salutata con favore dal Fmi e dai mercati: indici azionari in rialzo, spread in discesa, un primo effetto la nuova svolta di giugno l’ha subito ottenuto.

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