Tasi, rischio rincaro del 60%. Delrio: inferiore al 2012

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Allarme di Bankitalia: se l'aliquota scelta dai Comuni sarà quella massima, il prelievo sulle prime case potrebbe superare l'Imu. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Sarà più bassa". Visco: ok bonus di 80 euro, "ma servono riforme"

La decisione è in mano ai Comuni: spetterà a loro decidere se le nuove tasse sulla casa saranno una nuova stangata, che porterà il prelievo al livello del 2012 (LA SCHEDA). Il superamento dell'Imu con l'arrivo della Tasi rappresenterà infatti per la prima casa un aggravio tra il 12 e il 60% rispetto al 2013, a seconda se i comuni scelgono l'aliquota base dell'1 per mille o quella massima del 2,5 per mille. Il calcolo è contenuto nella relazione annuale della Banca d'Italia che, dopo aver diffuso i "volumi" reinterviene per spiegare che l'anno 2013, preso a riferimento, è un anno con valori base molto contenuti, vista la sostanziale cancellazione dell'Imu.
"Non è assolutamente così", ribatte Graziano Delrio, che spiega che va preso a riferimento il 2012, l'anno in cui l'Imu era pienamente applicata sulle prime case.

Delrio: tranquilli, più bassa rispetto al 2012 - "Noi siamo tranquilli e sereni", gli italiani con la Tasi pagheranno meno. Queste le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio che contesta dunque le valutazioni di Bankitalia. La Tasi "è chiaro che se la si confronta con il 2013, quando l'Imu prima casa fu abolita, è un altro discorso" precisa.

Visco: bene gli 80 euro ma ora riforme per il lavoro - Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, intanto, coglie l'occasione delle Considerazioni Finali all'assemblea dell'istituto per sottolineare che "la lunga recessione si è arrestata alla fine dello scorso anno" ma che "una vera ripresa stenta ad avviarsi". Plaude al bonus Irpef da 80 euro, ma per trainare la ripresa, afferma, occorre rilanciare l'occupazione. Bankitalia sprona infatti l'esecutivo sul cammino delle riforme perché la strada verso la ripresa economica "non sarà breve né facile".

Pesante il lascito della crisi - I numeri dimostrano nella loro crudezza quanto sia "pesante" il lascito della crisi iniziata nel 2008. In questo periodo è sfumato un milione di posti di lavoro (le foto), la produzione industriale si è ridotta di un quarto, le esportazioni sono tornate ai livelli del 2007, i consumi risultano ancora inferiori dell'8% e gli investimenti addirittura del 26%. L'incertezza della ripresa, spiega Visco, "è insita nella transizione, rapida, verso un mondo molto diverso, più mobile e aperto, dove la tutela dei deboli deve coniugarsi con l'offerta di opportunità per i giovani". Guarda il video


Bonanni (Cisl): d'accordo con Visco, remiamo tutti insieme - VIDEO


Intanto in giornata l'Istat ha comunicato una nuova frenata dell'inflazione:

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