Anche Tripadvisor finisce nel mirino dell’Antitrust

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Dopo l’istruttoria nei confronti di Booking ed Expedia, l’autorità garante per la concorrenza e il mercato ha aperto un procedimento per verificare se la società adotta misure idonee a prevenire e limitare il rischio di pubblicazione di false recensioni

Anche Tripadvisor finisce nel mirino dell’Antitrust. Dopo l’istruttoria avviata nei confronti di Booking ed Expedia, l’autorità garante per la concorrenza e il mercato ha deciso di aprire un procedimento per pratica commerciale scorretta anche contro il celebre sito di recensioni per alberghi e ristoranti.
L’Antitrust vuole verificare se la società, nata oltre 10 anni fa negli Stati Uniti e conosciuta ormai in tutto il mondo, adotti misure idonee a prevenire e limitare il rischio di pubblicazione di false recensioni, sia sotto il profilo informativo che per quanto riguarda le procedure di registrazione.

A spingere l’autorità a puntare i riflettori su Tripadvisor le numerose segnalazioni da parte di consumatori, di proprietari di strutture turistiche (alberghi, ristoranti e altri luoghi di ritrovo) e dell’Associazione Unione Nazionale Consumatori.
Secondo loro, infatti, il problema sta nella facilità con cui un utente qualsiasi (quindi non necessariamente un consumatore) può accedere al sito e lasciare il proprio commento, alimentando in questo modo il numero delle recensioni farlocche. Recensioni, lamentano in tanti, che verrebbero utilizzate anche per “screditare” la concorrenza.

Nelle scorse settimane, la società si era difesa dalle accuse sostenendo che l'incidenza delle recensioni false è "minima” e che esistono già dei filtri automatici che escludono i contenuti inappropriati e altri che segnalano quelli sospetti". In queste ore, l'ufficio stampa di TripAdvisor ha ribadito che "TripAdvisor contrasta qualunque tentativo di frode con ogni mezzo e abbiamo fiducia nei nostri sistemi e processi. Ogni singola recensione passa attraverso il nostro sistema di monitoraggio che ne mappa il come, cosa, dove e quando". E ancora: "Se le persone non considerassero le recensioni sul nostro sito utili e accurate, non continuerebbero a tornare".
Sarà adesso l’Antitrust a dire se i sistemi di filtro a cui fa riferimento TripAdvisor sono sufficienti oppure no.

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