Fiat, la Borsa boccia il piano Marchionne. Crolla il titolo

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Tonfo a Piazza Affari per il Lingotto dopo la diffusione della road map del gruppo per i prossimi 5 anni. Il mercato ha reagito male ai numeri dei primi tre mesi del 2014. L’analista Edoardo Luini a Sky TG24: "Venute meno le aspettative"

di Vittorio Eboli

Chiariamolo subito: il tonfo di Fiat a Piazza affari non è (solo) una reazione negativa al piano industriale presentato nelle ultime ore. Il piano c'entra, certo. Ma è più una miccia scatenante che non il motivo di fondo delle vendite copiose (-11,7%, passato di mano oltre il 6% del capitale) che sono piovute sul titolo fin dalla campanella di apertura.
Il primo business plan sotto il marchio Fca non ha deluso più di tanto gli analisti; più semplicemente, non ha fatto registrare molte sorprese rispetto alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, anticipazioni che avevano sostenuto la salita delle azioni del Lingotto in modo consistente (+25% tondo dal primo gennaio alla seduta del 6 maggio).
"Venute meno le aspettative, si è afflosciato di colpo anche il titolo" spiega a Sky TG24 Edoardo Liuni, della Trading Room Roma, secondo il classico meccanismo che gli operatori anglosassoni hanno battezzato come "Buy on rumors, sell on news", ossia compra sulle indiscrezioni, vendi quando arrivano le notizie "vere".
"Così è accaduto con Fiat - continua Liuni -, il titolo è arrivato di gran corsa, carico di aspettative su possibili annunci a sorpresa (circolava, tra le altre, la voce di un aumento di capitale) e, venuta meno la suspense, sono scattate le vendite per portare a casa i rialzi delle ultime settimane". E ora? "Attenzione ai volumi di scambio, che sono davvero alti: movimenti così pesanti di solito sono il prodromo per ulteriori ribassi, quindi o le azioni si riprendono subito, oppure potrebbe cambiare l'atteggiamento di fondo del mercato, che negli ultimi mesi è stato rialzista.
Questa seconda ipotesi mi sembra però poco probabile, perché in autunno è in programma la quotazione anche a Wall Street del nuovo marchio FCA, peraltro con meccanismi che premiano chi detiene il titolo Fiat fino a quella data, e sbarcare sulla piazza finanziaria più importante al mondo è un elemento di grande appeal per gli azionisti". A incidere sul crollo delle quotazioni, secondo molti esperti, anche e soprattutto la delusione per il bilancio dell'ultimo trimestre, presentato contestualmente al piano industriale: alcune voci sono risultate al di sotto delle attese degli analisti (a partire dal risultato della gestione ordinaria, il cosiddetto 'trading profit', pari a 622 milioni di euro contro gli 850 milioni previsti in media dagli esperti).

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