Fiat-Chrysler, il piano Marchionne. Ferrari non è in vendita

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L’amministratore delegato a Detroit illustra la road map del gruppo per i prossimi cinque anni: "Non apriamo un nuovo capitolo, cominciamo a scrivere un nuovo libro". 5 miliardi per Alfa Romeo, obiettivo 1,9 milioni di Jeep a Melfi

di Vittorio Eboli

C'è un numero che da anni rappresenta l'obiettivo primario di Sergio Marchionne. Ne ha orientato le scelte compiute negli ultimi anni, come una stella polare, dalla trattativa naufragata per la Opel al matrimonio celebrato con Chrysler. Sei milioni. E' la quantità minima di vetture da vendere ogni anno per sopravvivere nel mercato globale dell'auto, a giudizio del manager italo-canadese. Un mercato dove pochi grandi produttori viaggiano su cifre anche superiore (Toyota, leader mondiale, ha da poco toccato i 10). Sei milioni. Ora quella cifra è scritta nero su bianco su un documento ufficiale del Lingotto, il primo piano industriale congiunto di Fiat e Chrysler, presentato a Auborn Hill, sobborgo di Detroit.

Marchionne punta a 6 milioni di vendite - La massa critica sarà raggiunta (e superata) nel 2018, nove anni dopo il primo contatto tra le due società, diventate una cosa sola (sotto il marchio FCA) solo all'inizio di quest'anno. Si apre dunque "non un nuovo capitolo", si "inizia a scrivere un nuovo libro", con Alfa Romeo al centro e Ferrari "categoricamente non in vendita". Sergio Marchionne lancia così Fiat Chrysler Automobiles anche con investimenti e produzione in Italia. Si tratta di un piano "coraggioso, di rottura con il passato" afferma l'amministratore delegato

Alfa Romeo, investimento da 5 miliardi - E sarà uno sforzo considerevole, visto che si parte dai 4,4 milioni di vetture attuali: in pratica, il programma è di (quasi) raddoppiare la produzione nei prossimi 5 anni. O più che raddoppiare, come nel caso dell'Alfa Romeo, oggetto di un piano di grande rilancio (e di ritorno negli Usa dopo quasi vent'anni). Un investimento da 5 miliardi e un obiettivo: vendere 400mila Alfa entro il 2018, si parte dai 73 mila veicoli del 2013.

1,9 milioni di Jeep a Melfi - Un'impennata delle vendite è attesa anche per Maserati con 6 modelli al 2018: il target è di vendite quintuplicate al 2018 a 75.000 unità dalle 15.400 del 2013. Per il marchio Jeep le vendite in cinque anni saranno più che raddoppiate a 1,9 milioni nel 2018, contro le 732.000 del 2013 (+160%): a tirare la corsa di Jeep sarà il sud America e l'Asia Pacifico. Per il marchio Fiat il target delle vendite globali è fissato a 1,9 milioni di unità al 2018, contro gli 1,5 milioni del 2013. Un obiettivo raggiunto anche con il lancio di molti nuovi modelli, solo 8 nell'area Emea, che include anche l'Europa. Le vendite per il marchio Fiat sono attese crescere in tutte le aree (con un raddoppio nell'area Nafta a 100.000), ad eccezione dell'Europa dove sono previste rimanere stabili a quota 700.000. Le vendite del marchio Chrysler sono stimate salire a 800.000 unità al 2018 contro le 350.000 del 2013.

Ferrari non è in vendita - Non manca, in conclusione, una battuta che spegne ogni polemica. La Ferrari "non è in vendita. Sono qui al posto di Luca Cordero di Montezemolo, che ha fatto un lavoro eccezionale nel posizionare Ferrari. E' stato deciso di mantenere un tetto ai volumi delle auto a 7mila unità: una scelta volontaria per mantenere l'esclusività del brand". La strategia per il marchio è quella di lanciare un nuovo modello ogni anno e continuare a investire nella Formula 1.

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