Censis: i 10 più ricchi guadagnano quanto 500mila famiglie

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L’istituto di ricerca traccia un profilo dell’Italia. Lo 0,003% della popolazione possiede una ricchezza pari a quella del 4,5%. Il patrimonio di un dirigente è 5,6 volte quello di un operaio. 80 euro dell'Irpef andranno per 2,7 mld nella domanda interna

Ricchezza e patrimoni sempre più squilibrati. I dieci uomini più ricchi d'Italia dispongono di un patrimonio di circa 75 miliardi di euro, pari a quello di quasi 500mila famiglie operaie messe insieme. Lo indica il Censis. Poco meno di 2mila italiani ricchissimi, membri del club mondiale di ultraricchi, dispongono di un patrimonio complessivo superiore a 169 miliardi di euro (senza contare il valore degli immobili): questo vuol dire che lo 0,003 per cento della popolazione italiana possiede una ricchezza pari a quella del 4,5 per cento della popolazione totale.

Come verrà impiegato il bonus di 80 euro - Come impiegheranno il bonus di 80 euro al mese i 10 milioni di italiani che ne beneficeranno? Dipende, dice il Censis, se il bonus Irpef sarà permanente oppure una tantum. Nel primo caso, stima un incremento della spesa per consumi in 8 mesi superiore a 3,1 miliardi di euro, il 15 per cento in più rispetto al caso in cui il bonus non venga rinnovato. In questo caso, secondo il Censis, sarebbero circa un milione in più le persone che destinerebbero tutti o in parte gli 80 euro ai consumi. Nel caso in cui gli 80 euro costituiranno un incremento una tantum del reddito, infatti, il Censis stima che 2,7 miliardi di euro (dei 6,7 miliardi totali previsti dal decreto del governo) andranno ad alimentare la domanda interna. In particolare 2,2 milioni di beneficiari del provvedimento impiegheranno tutti gli 80 euro mensili in consumi, per una spesa pari a 1,5 miliardi di euro negli otto mesi. Altri 2,7 milioni di beneficiari li spenderanno solo in parte per consumi, per un valore di 1,2 miliardi di euro (e destineranno 700 milioni di euro ad altro). Invece, 5 milioni di beneficiari useranno il bonus esclusivamente per impieghi diversi dai consumi (risparmieranno, pagheranno debiti, ecc.), per un ammontare di 3,3 miliardi di euro.

Patrimonio di un dirigente è 5,6 volte quello di un operaio - L'austerity provocata dalla crisi non ha imposto tagli uguali per tutti. Tra il 2006 e il 2012, sempre secondo il Censis, i consumi familiari annui degli operai si sono ridotti in termini reali del 10,5 per cento, mentre quelli dei dirigenti hanno registrato un -2,4 per cento. È andata meglio agli impiegati (giù la spesa del 4,5%) rispetto agli imprenditori, che hanno sforbiciato i consumi del 5,9 per cento. “Le distanze nella ricchezza sono cresciute nel tempo – osserva il Censis –. Oggi, in piena crisi, il patrimonio di un dirigente è pari a 5,6 volte quello di un operaio, mentre era pari a circa 3 volte vent'anni fa. Il patrimonio di un libero professionista è pari a 4,5 volte quello di un operaio (4 volte vent'anni fa). Quello di un imprenditore è pari a oltre 3 volte quello di un operaio (2,9 volte vent'anni fa)”.

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