Dl bonus, Napolitano convoca Padoan. Poi firma il decreto

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Il capo dello Stato ha chiesto chiarimenti al ministro del Tesoro sul provvedimento che prevede, tra l'altro, 80 euro in più al mese per i lavoratori dipendenti con redditi tra gli 8 e i 24 mila euro. Il testo è stato già pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto cosiddetto Bonus, quello che riduce di 80 euro al mese fino a dicembre l'Irpef a favore dei lavoratori con redditi medi e bassi (tra gli 8 e i 24 mila euro). Il decreto è stato pubblicato nella serata di giovedì 24 aprile in Gazzetta Ufficiale ed è quindi già in vigore.
Prima di firmare il testo, però, il capo dello Stato ha convocato al Quirinale il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan proprio per chiedere chiarimenti sul provvedimento. Un incontro che si è svolto mentre l'Aula di Montecitorio approvava il decreto Lavoro che ora passa al Senato in seconda lettura.

Richiesta di chiarimenti - In una nota stringata, il Quirinale ha dato notizia dell'incontro col titolare del Tesoro che, secondo indiscrezioni, sarebbe servito ad ottenere ulteriori chiarimenti e avere uno scambio di opinioni sul decreto che il Capo dello Stato ha poi firmato. Padoan invece in giornata ha twittato: "Meno tasse sulle imprese".

Decreto Bonus - Secondo quanto prevede il provvedimento del governo Renzi, dal primo maggio dovrebbero essere operative anche le maggiori tasse sulle rendite finanziarie, conti correnti bancari e depositi postali compresi, che daranno risorse per la riduzione dell'Irap. Salgono invece a 240 milioni - con un apporto anche della Presidenza del Consiglio - i risparmi per i Ministeri, che peseranno soprattutto su quello della Difesa. I tagli previsti avranno effetti anche nei prossimi anni, così che una piccola dote per il calo delle tasse dei dipendenti viene già appostata in una sorta di fondo-portafoglio. Vale 13 miliardi nel quadriennio 2015-18, ma già dal 2015 potrà contare sui primi 2,7 miliardi.

Fonti Palazzo Chigi: no nuove tasse - "Non spunta nessuna nuova tassa, né ovviamente alcun prelievo sui conti correnti, ma il semplice  adeguamento previsto dall'annuncio del 12 marzo. Stiamo semplicemente facendo ciò che abbiamo annunciato". Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi rispetto alle polemiche sulla tassazione dei conti correnti. 

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